Uso un titolo forte, sì. Ma non per condannare o puntare il dito contro i circa 300 candidati alle prossime elezioni comunali di fine maggio. Singolarmente, molti sono persone perbene, animate, almeno nelle intenzioni, dal desiderio di fare il bene della città. Il problema, però, è un altro. Nelle amministrazioni non sempre prevale la volontà dei singoli: a decidere davvero sono spesso le logiche della politica apicale, quella fatta di equilibri, pressioni e interessi che poco hanno a che vedere con i bisogni reali dei cittadini. I candidati nel futuro saranno capaci di tenere alta la barra? Oggi, alle ore 12:00, scade il termine per la presentazione delle liste. La sfida principale, sul piano numerico e politico, sarà tra Vincenzo Voce e Giuseppe Trocino. Ci sarà poi la lista dell’avvocato Meo, che con la sua esperienza farà certamente sentire la propria voce, e quella che dovrebbe essere guidata da Vito Barresi.
Ma torno al punto iniziale, e lo faccio con cognizione di causa: da quasi sei anni siedo in Consiglio comunale a Crotone. Poco più di un mese prima delle elezioni del 2020 fui contattato da Andrea Arcuri, ideatore del movimento “ Stanchi dei Soliti ”. Già nel 2011, giovanissimo, aveva dato vita a un’esperienza politica che, pur breve, ottenne un risultato significativo. Decisi di aderire non per ambizione personale, non potevo nemmeno votarmi, essendo residente a Scandale, ma per mettere a disposizione il mio nome e la mia storia politica. Eppure i crotonesi mi diedero fiducia, consentendomi di entrare in Consiglio nella coalizione dell’attuale sindaco Voce.
Ho sempre creduto nei partiti come strumenti fondamentali della democrazia. Fin da ragazzo frequentavo la sezione della Democrazia Cristiana, un partito che rappresentava valori nei quali mi riconoscevo profondamente. Anche dopo il suo scioglimento, ho cercato di restare fedele a quell’idea di politica: dialogo, rispetto, confronto, con un solo obiettivo, il bene comune.
Nel 2020 ho apprezzato Andrea Arcuri proprio per questo: un giovane capace di dire no, di rifiutare il compromesso. Aveva colto una verità amara: a Crotone, da anni, la politica “dall’alto” ha finito per servire se stessa. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: isolamento, ritardi, una città troppo spesso agli ultimi posti delle classifiche nazionali. Quella voglia di cambiamento mi convinse a scendere in campo. Con Vincenzo Voce siamo partiti condividendo idee e obiettivi. Ma, una volta dentro le istituzioni, ho visto quelle stesse idee affievolirsi.
Accade sempre così: una sorta di “malattia” della politica porta a chiudersi, ad allontanarsi dai valori iniziali, a tornare sotto l’influenza dei soliti poteri. Ed è proprio da questo che Crotone deve liberarsi. Noi ci avevamo creduto davvero. Pensavamo che fosse arrivato il momento della svolta. E invece no. Ancora una volta, sono tornati gli stessi schemi, gli stessi partiti che hanno bloccato lo sviluppo della città, responsabili delle mancate bonifiche e dell’espansione incontrollata del distretto energetico. E se un tempo a Crotone venivano elargite le briciole, oggi possiamo dire che manco quelle ci sono!
Negli ultimi mesi abbiamo assistito a tutto: giravolte, salti di campo, acrobazie politiche. Persone che per anni si sono dette orgogliose di fare opposizione a Voce e che oggi ritroviamo al suo fianco. Persino consiglieri d’opposizione candidati nelle sue liste. E che dire di gruppi e partiti che per oltre cinque anni si sono dichiarati acerrimi nemici di Voce, oggi sono i migliori amici. Questa è la fotografia di una politica impazzita a Crotone. E allora la domanda è inevitabile: chi sa ancora dire no? La risposta, per fortuna, esiste. Non è in questa competizione elettorale, ma c’è. È rappresentata da giovani come Andrea Arcuri, Cristian Prisma, Chiara Capparelli: ragazzi che, pur giovanissimi, hanno dimostrato coerenza, lucidità e coraggio. Ed è lì che ho ritrovato la speranza. Perché finché ci saranno persone capaci di dire no, di non piegarsi, di non svendersi, allora ci sarà ancora una possibilità per il riscatto di Crotone.
Se, per coerenza, “Stanchi dei Soliti” in questa tornata non aderisce, questo non significa che abbia smesso di esistere. Non significa che non tornerà. Non significa che chi amministrerà potrà ignorare le nostre idee. Noi ci siamo. E ci saremo. Io, mi sforzerò per stare accanto a quei giovani che credono davvero nel cambiamento, che non accettano compromessi al ribasso, che mettono Crotone davanti a tutto. Il nostro gruppo è stato coerente fin dall’inizio, certo abbiamo fatto anche degli errori, e chi non li fa? Avremmo potuto scegliere la strada più facile: poltrone, incarichi, vantaggi personali. Avremmo potuto restare comodamente in maggioranza. Ma non lo abbiamo fatto.
Abbiamo scelto la via più difficile. La via stretta. Quella che non garantisce privilegi, ma dignità. Quella che non promette scorciatoie, ma costruisce futuro. Ricordiamoci che la via stretta è redenzione, un Uomo ce lo disse 2.000 anni fa. E se davvero credete che Crotone meriti di più, allora è il momento di scegliere da che parte stare. Noi comunque ci saremo, anche senza incarichi, poiché crediamo ancora che le buone idee e le buone azioni sono sempre valori e presupposti vicenti per il miglioramento socio-culturale ed economico di questa città. Colgo l'occasione per ringraziare chi in questi anni chi mi è stato vicino ed ha sostenuto le nostre battaglie, in primis il mio gruppo consiliare e il Movimento che ho avuto l'onore di aderire, poi tanti cittadini che mi hanno veramente incoraggiato ad andare avanti.
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