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CROTONE E LE SUE ELEZIONI, IL SILENZIO CHE PESA: POLITICA E IL CASO "TEOREMA"

  Avrei voluto restare in disparte in questa campagna elettorale. Per questa tornata ho scelto di non candidarmi insieme al mio gruppo, e l’...

domenica 29 marzo 2026

TRA GLI OSANNA E LA CROCE: LA VIGILANZA DEL CUORE PRIMA DI TUTTO!


Non dimentichiamolo: Gesù, Figlio di Dio, è stato uomo. Persona vera, con sentimenti profondi, paure reali e sofferenze immense. Ha conosciuto l’ora più buia: la solitudine, il tradimento, l’angoscia, il peso di non sentirsi compreso. Sa cosa significa sentirsi soli anche quando si è circondati da persone che ci vogliono bene.

Nel giorno di festa, tra gli osanna della Domenica delle Palme, Gesù sapeva già, che sarebbe rimasto da solo al grido: crocifiggilo! Vedeva le fragilità dell’uomo, portava nel cuore il peso di ciò che sarebbe accaduto.

E proprio per questo, oggi più che mai, siamo chiamati a vigilare. Anche nei momenti più belli e luminosi, quando tutto sembra andare bene, il maligno è pronto a colpire.

Solo la preghiera ci rende saldi. Solo la fede ci tiene in piedi. Solo rimanendo uniti a Dio possiamo non cadere. 

BUONA DOMENICA DELLE PALME!

domenica 22 marzo 2026

MEMORIA E RISPETTO NON SONO LA STESSA COSA

 

È inevitabile che una parte del Paese, soprattutto al Sud, provi un certo disagio nel sentire parole così concilianti verso chi, per anni, ha costruito consenso anche su toni duri, divisivi e soprattutto, eversivi! Proprio contro quei territori (o “terroni”). Non è una contraddizione da ignorare, ma una ferita politica che resta nella memoria collettiva. Il rispetto istituzionale può convivere con una memoria critica. La Repubblica è chiamata a essere più grande delle polemiche, ma i cittadini non sono obbligati a dimenticare. E io, da meridionale, sento che quella ferita rimane aperta verso chi ha visto la nostra gente come bersaglio di ingiurie e insulti. E io non dimenticherò mai.

martedì 17 marzo 2026

CROTONE, ALLE ELEZIONI DI MAGGIO NON MERITA IL VOTO CHI HA TACIUTO. ECCO LA VERITÀ SU CONGESI.

Alle elezioni non conta chi parla di più, ma chi ha avuto il coraggio di dire la verità quando serviva. Chi ha taciuto davanti ai problemi, oggi non può chiedere fiducia. Chi ha nascosto la polvere sotto il tappeto, non merita di guidare il futuro. Fino a oggi nessuno trova il coraggio di smentirmi sulle tristi vicende politiche locali, e ora ancor di più! Andiamo ai fatti: presentai, insieme ad altri colleghi dell’opposizione, una mozione sul Consorzio idrico Congesi per affrontare e ripianare la grave situazione debitoria. Quella proposta venne puntualmente bocciata dalla maggioranza. Eppure, i fatti presto ci hanno dato ragione. Con il subentro di Sorical nel Consorzio Congesi, al Comune sono stati pignorati ben 3 milioni e 500 mila euro: una conseguenza diretta del mancato intervento sui debiti, proprio come avevamo denunciato. E oggi resta una domanda: come andrà a finire, considerando che il debito complessivo supera i 10 milioni di euro? Per chi non vuol capire sono soldi che resteranno a carico dei crotonesi!

Di tutto questo, però, non si dovrebbe parlare. Perché alle comunali di maggio 2026 si continua a sostenere questo sindaco e molti cittadini, purtroppo, preferiscono chiudere gli occhi piuttosto che guardare in faccia la realtà. Tuttora, infatti, non c'è ufficialmente uno schieramento avversario. Ma la realtà è sotto gli occhi di tutti. E oggi a parlare non siamo solo noi: sono le indagini della magistratura a confermare ciò che denunciamo da tempo, con determinazione e senso di responsabilità. Come opposizione, abbiamo più volte sollevato dubbi sulla gestione del Consorzio idrico, chiedendo trasparenza, verità e rispetto delle regole. Abbiamo chiesto formalmente l’istituzione di una commissione d’inchiesta e, già allora, proposto di dichiarare il fallimento del consorzio, ritenendo la situazione ormai insostenibile.

Oggi, alla luce delle risultanze della Procura di Crotone, emerge un quadro inquietante: bilanci irregolari per anni, crediti gonfiati artificialmente, perdite nascoste per evitare di dichiarare un dissesto milionario. Un sistema che, secondo l’accusa, avrebbe tenuto in vita un ente ormai al collasso, aggirando le norme e ingannando Comuni e cittadini. Non si tratta più di opinioni o valutazioni politiche. È la magistratura a descrivere un meccanismo che, se confermato, rappresenta un fallimento gestionale e amministrativo gravissimo. Avevamo ragione. Avevamo ragione quando denunciavamo opacità nei conti. Avevamo ragione quando chiedevamo controlli rigorosi. Avevamo ragione quando parlavamo apertamente di dissesto. Alle nostre richieste hanno risposto con il silenzio, con minimizzazioni e, troppo spesso, con tentativi di delegittimazione. E allora la domanda è inevitabile: davvero si pensa di poter restituire fiducia così? Chi tace e nasconde i problemi sotto il tappeto non protegge nessuno: inganna le persone. Perché ciò che oggi viene occultato, domani riemergerà. È solo una questione di tempo.

domenica 15 marzo 2026

PROSTRATI DAVANTI A GESÙ!

Vedere questa immagine mi genera una riflessione profonda: dei cani fissano il volto di Gesù e sembra che si prostrino. Un gesto semplice, istintivo, quasi puro. E allora mi chiedo: oggi, noi, davanti a chi ci prostriamo? Molti risponderebbero: “A nessuno”. Non ci inginocchiamo più nemmeno davanti all’Eucaristia, nella casa di Dio, quando assumiamo il CorpodiCristo. Il gesto della riverenza sembra scomparso, e ciò che un tempo era sacro rischia di diventare abitudine. Eppure la verità è un’altra: l’uomo si prostra ancora. Solo che ora lo fa sempre di più davanti alla vanità del mondo. Davanti ai vizi, alla lussuria, al potere, al denaro, all’apparenza. Tutto ciò che seduce, ma che non salva. La tradizione cristiana lo chiama il “principe di questo mondo”: Satana, colui che promette libertà ma conduce alla rovina, che abbaglia ma svuota, che porta alla devastazione del corpo e dell’anima.Questa immagine mi colpisce così tanto. Perché forse oggi, in quella semplicità, un cane, e gli animali in generale,mostrano un rispetto e un senso del sacro che noi uomini, forse abbiamo perso, troppo spesso, anche davanti al Padre eterno non ci prostiamo più.

sabato 7 marzo 2026

SODDISFAZIONI E AMAREZZE ALL'' INCONTRO DEL 5 MARZO: MA È EMERSA LA CONFERMA CHE ABBIAMO RAGIONE

 


Il 5 marzo 2026, si è tenuto un incontro che, per quanto volutamente ignorato da molti, ha rappresentato un momento di verità politica e civile per la città. Il primo ringraziamento va a tutti coloro che hanno partecipato e hanno avuto il coraggio di esserci. Un ringraziamento particolare alla Scuola Pitagorica e al maestro Gaspare da Brescia per la disponibilità dei locali e per aver reso possibile questo momento di confronto libero. Avevamo ragione ...! E oggi più che mai sono i fatti a dimostrarlo.

Non sono soltanto le parole pronunciate quella sera da cinque consiglieri comunali, pubblici ufficiali e rappresentanti del popolo, a parlare. Sono i fatti. E i fatti raccontano una verità scomoda: il sistematico tentativo di isolare, silenziare e boicottare chi prova ad aprire un’alternativa politica reale. A Crotone si riesce a dare grande visibilità a eventi di ogni tipo: serate del cioccolato, feste del “lecca lecca”, e sia chiaro, non c’è nulla contro un dolce o una festa popolare. Ma è paradossale che in questa città si trovi spazio per tutto, tranne che per il confronto politico libero, tranne che per chi osa proporre una strada diversa, ancora di più se si mettono in ballo ben 5 consiglieri comunali (mi domando: se non si dà spazio a questi, a chi bisogna darlo?)

Non prendetela come una polemica personale. Io sono un libro aperto. Le cose storte non le tengo nello stomaco: le dico, le denuncio e me ne assumo la responsabilità. Durante l’incontro abbiamo affrontato una questione centrale: a meno di tre mesi dalle prossime elezioni comunali, non possiamo accettare che l’unica proposta politica disponibile sia quella dell’attuale amministrazione. Cosa sta succedendo davvero a Crotone? Sembra che tutti i poteri si siano schierati a sostegno di una sola coalizione, quella che rappresenta gli interessi di chi, più che governare la città, la controlla. È forse democrazia questa?

È normale che si tenti di imporre un’unica voce, senza spazio per il dissenso? Il nostro incontro non voleva essere una passerella. Era,  ed è, un segnale. Un segnale che è possibile tornare a parlare di proposte, partecipazione e vera rappresentanza. Un segnale per riscoprire il valore della pluralità, per coinvolgere le associazioni culturali e politiche che devono tornare ad essere il cuore pulsante di una comunità libera e democratica, ma questi sono state assenti.

Perché la democrazia vive di confronto, pluralismo e partecipazione. E a Crotone oggi la democrazia è " ciampàta sotto i piedi". Quando le alternative vengono soffocate, il diritto di scelta dei cittadini si indebolisce. E quando si indebolisce il diritto di scelta, si indebolisce la democrazia stessa. L’incontro è stato organizzato in appena cinque giorni. Non ci aspettavamo una presenza di massa. L’invito era rivolto soprattutto alla stampa, proprio per aprire un dibattito pubblico. Ma anche qui il silenzio è stato assordante. Pochissime testate hanno dato spazio all’iniziativa. Molte al momento pare che abbiano preferito ignorarla.

E questo silenzio, più di mille parole, dimostra che ciò che abbiamo denunciato quella sera non è fantasia, ma pura realtà. Prova tangibile. Ringrazio Giovanni Monte, per averci regalato una diretta. Accanto ai cosiddetti poteri forti, che fanno il loro gioco, esistono anche poteri più piccoli, ma non meno responsabili: silenzi, complicità, convenienze, paure. Tutti tasselli di un sistema che contribuisce a ridurre il dibattito pubblico e a trasformare una città in un luogo dove la voce di pochi vale più di quella di tutti.

E questa è la vera resa. Questa è la vera vergogna. Una città che rischia di essere riconsegnata non solo a chi della devastazione ambientale, in campagna elettorale ne aveva fatto una bandiera, soprattutto a chi partecipa a una devastazione morale. Sia chiaro a tutti: il silenzio non cancella i problemi, li rende solo più gravi. Chi pensa di limitare il dibattito e soffocare il pluralismo dovrebbe ricordare una cosa semplice: la democrazia non appartiene a chi governa, ma ai cittadini. E quando ai cittadini viene negata la possibilità di scegliere davvero, non si sta amministrando una città, la si sta impoverendo. Quel 5 marzo 2026, presso la Scuola Pitagorica di Crotone, resta nella storia, un incontro che, per quanto volutamente ignorato da molti, ha rappresentato un momento di verità politica e civile per la città.