Nella splendida mattinata di ieri mi sono trovato a Crotone con il pensiero rivolto al caro Rosario. Lui amava le albe e i tramonti, il cielo e il mare. Quanti video, quante fotografie ci ha regalato per raccontare i suoi momenti, le sue emozioni, i suoi frammenti di vita. Era un libro aperto: spontaneo, libero, senza filtri. Astuto e intelligente, ma soprattutto autentico. Con quella purezza che, a volte, appartiene solo ai bambini. E proprio ai bambini mi riportano le parole di Nostro Signore Gesù Cristo: «Se non diventerete come i bambini, non entrerete nel Regno dei Cieli». Rosario aveva dentro di sé quella semplicità disarmante, quella capacità di meravigliarsi e di vivere con sincerità. Per questo mi piace pensare che sia entrato subito in quel Regno, in quel cielo che tanto amava contemplare e che il suo amato Rino cantava nelle sue canzoni. E sono certo che, appena arrivato, Rino lo abbia accolto con un sorriso e un abbraccio fraterno.
Rosario dedicava una parte importante della sua vita a raccontare e custodire la memoria di Rino Gaetano. Storie, aneddoti, conferenze, incontri, momenti di condivisione: tutto parlava di quella passione autentica che lo accompagnava da sempre. Le pagine del suo blog “Ry.Ros” ne erano la testimonianza più viva, perché lui non si limitava a raccontare Rino: lo viveva. Rino era parte della sua anima, del suo modo di vedere il mondo.
Non è un caso che, nel pomeriggio di ieri, al termine della cerimonia religiosa, Rosario sia stato accompagnato proprio dalle note delle canzoni di Rino. È stata una giornata intensa, carica di emozioni e di affetto. Un continuo pellegrinaggio di persone presso la camera ardente: uomini e donne di ogni età, provenienti dal mondo della scuola, della politica, della cultura e dell'associazionismo. Tutti uniti da un sentimento comune: il desiderio di rendere omaggio a una persona che ha lasciato un segno sincero nella vita di tanti. Particolarmente toccante è stato il ricordo della rappresentanza della Kathmandu Band, che al termine del rito religioso ha dedicato a Rosario parole profonde e sentite, capaci di raccontare il valore umano e culturale del suo impegno.
Ricordo bene come, nelle tante iniziative socio-culturali condivise, mi chiedesse sempre di trovare uno spazio per ricordare Rino Gaetano. Si batté con determinazione affinché a Scandale fosse intitolata una via al grande cantautore. Un obiettivo che riuscì a raggiungere durante l'amministrazione Brescia, della quale lui stesso fece parte. Successivamente, io da sindaco, ebbi il piacere di confermare e sostenere quell'idea, dedicando momenti e iniziative alla memoria di Rino. Nel pomeriggio di ieri, giorno di Sant'Antonio di Padova e onomastico di suo figlio, il corteo funebre ha lasciato la Chiesa Madre San Nicola Vescovo di Scandale per accompagnare Rosario nel suo ultimo viaggio terreno. A chiudere quel cammino è stato un brano di Rino Gaetano: A mano a mano. Una scelta che sembrava scritta dal destino. "Poco alla volta", come una fiamma che lentamente si affievolisce, come una vita che si spegne con discrezione, lasciando però una luce capace di restare nel cuore di chi rimane. In quel brano c'è un verso che colpisce più di ogni altro: «Ti soffia sul viso e ti ruba un sorriso». È il vento del tempo che passa, che cambia le cose, che porta via le persone care ma non il loro ricordo. E quel cambiamento, ieri, si è compiuto.
Da oggi volerai per sempre in quello sconfinato cielo sempre più blu che tanto amavi. Sarai nell'abbraccio di Rino, di tuo padre e di tutti coloro che ti hanno preceduto e che ti hanno voluto bene. Ma soprattutto sarai nell'abbraccio eterno di Nostro Signore, perché chi ha saputo vivere con autenticità, generosità e amore non lascia mai davvero questa terra: continua a vivere nei cuori che ha toccato e nella luce di Dio che non si spegne mai.
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