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domenica 14 giugno 2026

E ORA RINO E ROSARIO, IN UN ABBRACCIO ETERNO NEL CIELO PIÙ BLU

Nella splendida mattinata di ieri mi sono trovato a Crotone con il pensiero rivolto al caro Rosario. Lui amava le albe e i tramonti, il cielo e il mare. Quanti video, quante fotografie ci ha regalato per raccontare i suoi momenti, le sue emozioni, i suoi frammenti di vita. Era un libro aperto: spontaneo, libero, senza filtri. Astuto e intelligente, ma soprattutto autentico. Con quella purezza che, a volte, appartiene solo ai bambini. E proprio ai bambini mi riportano le parole di Nostro Signore Gesù Cristo: «Se non diventerete come i bambini, non entrerete nel Regno dei Cieli». Rosario aveva dentro di sé quella semplicità disarmante, quella capacità di meravigliarsi e di vivere con sincerità. Per questo mi piace pensare che sia entrato subito in quel Regno, in quel cielo che tanto amava contemplare e che il suo amato Rino cantava nelle sue canzoni. E sono certo che, appena arrivato, Rino lo abbia accolto con un sorriso e un abbraccio fraterno.


Rosario dedicava una parte importante della sua vita a raccontare e custodire la memoria di Rino Gaetano. Storie, aneddoti, conferenze, incontri, momenti di condivisione: tutto parlava di quella passione autentica che lo accompagnava da sempre. Le pagine del suo blog “Ry.Ros” ne erano la testimonianza più viva, perché lui non si limitava a raccontare Rino: lo viveva. Rino era parte della sua anima, del suo modo di vedere il mondo.

Non è un caso che, nel pomeriggio di ieri, al termine della cerimonia religiosa, Rosario sia stato accompagnato proprio dalle note delle canzoni di Rino. È stata una giornata intensa, carica di emozioni e di affetto. Un continuo pellegrinaggio di persone presso la camera ardente: uomini e donne di ogni età, provenienti dal mondo della scuola, della politica, della cultura e dell'associazionismo. Tutti uniti da un sentimento comune: il desiderio di rendere omaggio a una persona che ha lasciato un segno sincero nella vita di tanti. Particolarmente toccante è stato il ricordo della rappresentanza della Kathmandu Band, che al termine del rito religioso ha dedicato a Rosario parole profonde e sentite, capaci di raccontare il valore umano e culturale del suo impegno.

Ricordo bene come, nelle tante iniziative socio-culturali condivise, mi chiedesse sempre di trovare uno spazio per ricordare Rino Gaetano. Si batté con determinazione affinché a Scandale fosse intitolata una via al grande cantautore. Un obiettivo che riuscì a raggiungere durante l'amministrazione Brescia, della quale lui stesso fece parte. Successivamente, io da sindaco, ebbi il piacere di confermare e sostenere quell'idea, dedicando momenti e iniziative alla memoria di Rino. Nel pomeriggio di ieri, giorno di Sant'Antonio di Padova e onomastico di suo figlio, il corteo funebre ha lasciato la Chiesa Madre San Nicola Vescovo di Scandale per accompagnare Rosario nel suo ultimo viaggio terreno. A chiudere quel cammino è stato un brano di Rino Gaetano: A mano a mano. Una scelta che sembrava scritta dal destino. "Poco alla volta", come una fiamma che lentamente si affievolisce, come una vita che si spegne con discrezione, lasciando però una luce capace di restare nel cuore di chi rimane. In quel brano c'è un verso che colpisce più di ogni altro: «Ti soffia sul viso e ti ruba un sorriso». È il vento del tempo che passa, che cambia le cose, che porta via le persone care ma non il loro ricordo. E quel cambiamento, ieri, si è compiuto.

Da oggi volerai per sempre in quello sconfinato cielo sempre più blu che tanto amavi. Sarai nell'abbraccio di Rino, di tuo padre e di tutti coloro che ti hanno preceduto e che ti hanno voluto bene. Ma soprattutto sarai nell'abbraccio eterno di Nostro Signore, perché chi ha saputo vivere con autenticità, generosità e amore non lascia mai davvero questa terra: continua a vivere nei cuori che ha toccato e nella luce di Dio che non si spegne mai.

venerdì 12 giugno 2026


Ci ha lasciato il nostro Rosario. Una notizia che mi ha profondamente sconvolto, perché con lui ho condiviso tanti anni di attività sociali, culturali e politiche locali. Rosario c’era sempre: discreto ma presente, con la sua macchina fotografica pronta a immortalare i momenti più belli della vita di Scandale e, negli ultimi anni, anche della città di Crotone, dove viveva.Era un giornalista autentico, senza peli sulla lingua. Raccontava i fatti con onestà, attenzione e passione, soffermandosi anche sui particolari più piccoli, quelli che spesso fanno la differenza e aiutano a comprendere la verità degli avvenimenti. Le sue cronache erano ricche di dettagli, capaci di restituire fedelmente persone, emozioni e momenti vissuti.

I suoi scritti non mancavano mai in occasione di qualsiasi evento. Ricordo con affetto l’attenzione che dedicava alla banda musicale, di cui ero presidente: seguiva ogni nostra attività, documentando con entusiasmo concerti e viaggi, anche all’estero. Era sempre pronto a raccontare i vari raduni bandistici, le estati scandalesi, le nostre rassegne teatrali, le sagre, le feste popolari, i dibattiti e le riunioni politiche e amministrative. Rosario era ovunque ci fosse vita. Presente nelle ricorrenze religiose, nelle feste mariane, nelle processioni, nelle comunioni, nelle cresime e in tanti altri momenti che scandivano la vita della nostra comunità. Con il suo lavoro ha custodito la memoria collettiva di un paese, lasciandoci un patrimonio prezioso di immagini, racconti e testimonianze.

Se ne va una persona che, nonostante la sofferenza che lo attanagliava in diversi periodi dell’anno, amava profondamente la vita. Sapeva gioire della natura, del creato, delle cose semplici e di quelle fatte bene. Amava osservare, raccontare e condividere. Aveva il raro dono di trasformare ogni avvenimento in una storia da tramandare. Potrei continuare ancora a lungo, perché per raccontare davvero Rosario servirebbe un libro. Ma basta scorrere i social o rileggere gli articoli del suo vecchio blog “By Ros” per rendersi conto dell’immenso lavoro che ha lasciato. In quelle pagine troviamo i momenti della squadra di calcio di Scandale, che lui seguiva, commentava e sosteneva attivamente. Non troviamo soltanto il racconto di alcuni eventi: troviamo, a mio avviso, una parte importante della storia di Scandale, degli anni che lui ha vissuto e raccontato con passione instancabile.

 Caro Rosario, ti porterò sempre nel cuore e nelle mie preghiere. Sono convinto che il Signore ti accoglierà tra le Sue braccia e ti donerà quella pace e quella serenità che hai meritato con una vita intensa, segnata dalla sofferenza ma vissuta con grande dignità. Addio, amico mio. La tua voce si è spenta, ma il ricordo che hai lasciato e l’esempio che ci hai donato continueranno a vivere in mezzo a noi, custoditi nel tempo e nella gratitudine di un’intera comunità.