- un atto formale di responsabilità nei confronti di chi aveva e ha l’obbligo giuridico di bonificare, con denuncia per omessa bonifica nei confronti di Eni;
- un richiamo netto allo Stato affinché eserciti fino in
fondo il proprio ruolo nei Siti di Interesse Nazionale, e Crotone è un sito d’interesse
nazionale;
- un sistema di monitoraggio ambientale permanente, trasparente e pubblico, aria, suoli, eventuale dispersione di sostanze radioattive, con il coinvolgimento di un’équipe di professionisti del ministero in collaborazione con gli enti competenti. Non una rivoluzione. Non uno slogan. Ma responsabilità, trasparenza, controllo. E invece la mozione ha subito l’assenza proprio da parte di quei consiglieri che l’avevano sottoscritta; tra i firmatari, qualcuno l’ha votata addirittura contro. Insomma, come è ridotta questa città: non c’è motivo per bocciare una mozione del genere, se non per convenienza politica e, per non dire altro: ognuno cerca di procurarsi il nuovo seggio in Comune in vista delle elezioni del 24 e del 25 maggio. E chi può mettersi contro il sindaco, visto che ancora oggi l’unico in campo è lui? Ma nella serata di ieri è successo il peggio. Prima di tutto, è stata rinnovata la pregiudiziale per non far parlare il consigliere Meo; quest’ultimo aveva portato una mozione e non gli è stata data la possibilità di discuterla. La stessa cosa è capitata a me nel precedente consiglio, quando con un’altra pregiudiziale non mi hanno permesso di fare un’interrogazione. Insomma, c’è bisogno di fare un esposto? O penso che chi di dovere dovrebbe mandare a casa questo consiglio comunale? Durante il mio intervento si sono verificati fatti allucinanti. I miei discorsi in Consiglio sono duri e forti, e il presidente del Consiglio si è azzardato a dirmi che ci vuole un TSO, insomma riflessioni da bar, non da Pubblica Assise. Anche qui, chi di dovere dovrebbe mandarli a casa. In un altro momento, un altro consigliere, eletto come acerrimo nemico di Voce, oggi alleato di ferro, mi ha sussurrato nell’orecchio con tono sprezzante: “Questa politica non puoi farla a Crotone, fattela a Scandale”. Signori, che livello di bassezza! Anche questo andrebbe mandato a casa da chi di dovere.





