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PICCOLI FRAMMENTI DI VITA PAESANA. QUANDO SI CAMMINAVA INSIEME

Quando guardo le foto antiche del mio paese, riaffiora alla mente una società diversa. Forse più povera, ma certamente più vera. Una società...

domenica 1 maggio 2022

CROTONE, LO SPOPOLAMENTO È UN PROBLEMA REALE.

E’ ritornata l'epoca delle cosiddette "Calabrie", sì, perché in questa regione le varie classi politiche che si sono succedute in questi ultimi vent’anni hanno favorito, e tuttora favoriscono un solo versante della regione: "Il tirrenico", mentre lo Jonico è lasciato al proprio destino. Da quelle parti i cittadini (diciamo di seria “A”) godono di strade e autostrade, porto e aeroporto, ferrovie ad alta velocità ecc., mentre dal nostro versante il totale deserto, anzi, si tende a scippare e sopprimere quel poco che resta.

Non si è mai vista una regione come la Calabria, la cui classe politica caparbiamente si ostina a mostrarsi matrigna nei confronti di un’area abbastanza vasta: la jonica, ancor di più il territorio crotonese. E’ inspiegabile come si sia arrivato al punto di trovarci in una situazione mortificante, una Calabria spaccata letteralmente in due: il versante tirrenico gode di tutte le infrastrutture (che non voglio più elencare) e un altro versante abbandonato a se stesso, tant’è che i dati ci portano a un elevato tasso di spopolamento, con il rischio di una totale desertificazione del territorio e l’abbattimento della nostra storia, oggi visibilmente raccontata dalle antiche pietre che compongono i nostri meravigliosi borghi.

Molte piccole comunità nel tempo si sono evolute sulla base di questa ricchezza; tuttavia negli anni subiscono un processo d’inarrestabile spopolamento un tempo a favore dei centri costieri e nella città capoluogo, oggi neanche questo! Si verifica una strana metamorfosi, lo spopolamento è dappertutto. Si tratta di dinamiche quasi fisiologiche, quando collocate in limiti quantitativi contenuti. Oggi, però, il fenomeno raggiunge percentuali altamente preoccupanti: si registra, infatti, un costante e forte calo demografico non solo in zone rurali e di montagna, ma anche nei centri costieri. E’ noto che la provincia di Crotone è situata all’ultimo posto nella classifica del Sole 24 Ore che misura la qualità della vita; dalle fonti ufficiali si stima che, tra il 2019 e il 2020, l'intera provincia ha perso 4.522 residenti. Numeri spaventosi per una popolazione che supera di poco i 160mila abitanti. E’ evidente che lo spopolamento, oltre alla qualità della vita, è da attribuire alla totale mancanza di servizi e d’infrastrutture moderne.

Oggi la città di Pitagora situata al centro della fascia Jonica, fa i conti con il totale isolamento dal resto del mondo: priva di efficienti linee stradali, ferroviarie e portuali, che influiscono notevolmente sugli abbandoni, il numero complessivo dei residenti si mantiene sulla grossa fetta di popolazione anziana e pensionata. I piccoli borghi un tempo basavano il grosso della propria ricchezza sull’agricoltura; oggi, a causa di una politica nazionale cieca ai bisogni di quel mondo, e anche a causa di una scarsa lungimiranza della politica locale, i nostri paesi sono sottoposti a un lungo processo di eutanasia: la partenza è la sola prospettiva che viene offerta a giovani e ad adulti. Pensare un'alternativa concreta basata sulla valorizzazione del settore alimentare e agricolo sembra un progetto irricevibile e facile a dirsi. Ma da cos'altro deve partire una resistenza sul campo? Scuola, Stato ed enti locali in misura diversa e con le opportune misure sono chiamati alla costruzione concreta di prospettive di crescita e consapevolezza non soltanto globale, ma anche territoriale. Favorire la creazione di alternative economiche basate sulla valorizzazione del nostro patrimonio agricolo è cosa che dovrebbe preoccupare, in concreto, tutti gli enti preposti all'amministrazione del nostro territorio.

E' giunto il momento che tutti inizino a guardarsi negli occhi. Il tempo corre e l'unica cosa che fugge è la gente, non i minuti né le ore. Occorre un serio ripensamento per la sopravvivenza del territorio e delle aree interne con l’obiettivo di determinare nell’immediato un’inversione di tendenza rispetto ai fenomeni di spopolamento. All'orizzonte non ci sono boom economici di sorta né parvenze di miracoli: servono strategie mirate, fondate su progettualità concrete e coraggio. Non possiamo permetterci di mettere la testa sotto la sabbia: qui è in gioco la sopravvivenza della nostra città. A meno che non si voglia credere che un bagno a mare in estate possa davvero costituire la prospettiva da riservare ai nostri figli e - perché no? - a noi stessi.

Il mio sarà un impegno politico costante su questa tematica e mi auguro che ci sia una presa di coscienza che nessuno potrà più dileguarsi, il fenomeno si combatte e si vince son con l’appoggio incondizionato di tutti, voglio vedere chi dei politici di alto livello, parlamentari Presidente e consiglieri regionali, e poi a quelli locali, vorranno intraprendere questa necessaria battaglia politica.

IGINIO PINGITORE 


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