IL BLOG DI IGINIO PINGITORE
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CROTONE, O SIAMO POLITICAMENTE SOBRI O LA CITTÀ SARÀ CONDANNATA IN ETERNO
È con un cuore affranto che osservo l'entusiasmo che ancora pervade le strade di Crotone, mentre ci si lascia incantare dalle “operette”...

venerdì 4 aprile 2025
CROTONE, O SIAMO POLITICAMENTE SOBRI O LA CITTÀ SARÀ CONDANNATA IN ETERNO
giovedì 3 aprile 2025
ELEZIONI CROTONE 2026: SCENDONO IN CAMPO I SOLDATINI, MA IO INVITO I GENERALI A UN INCONTRO PUBBLICO
mercoledì 2 aprile 2025
LA "MAGNA QUAESTIO” CROTONESE: PRESENTATA MOZIONE PER DENUNCIA A ENI PER OMESSA BONIFICA!
Crotone non può più aspettare: è giunto il momento di affrontare la "Magna Quaestio" della nostra città, ovvero la bonifica! Senza una vera svolta morale, socio-culturale e sanitaria, ogni progetto è destinato a fallire. La salute dei cittadini deve essere al centro di ogni considerazione.
Il 23 maggio 2024, il Consiglio Comunale di Crotone ha votato all'unanimità un’altra nostra fondamentale mozione, chiedendo al sindaco di valutare la denuncia contro ENI Rewind per "omessa bonifica". Ma ad oggi, nulla è cambiato. È ora di tornare in aula, rinnovare la nostra determinazione e affrontare un problema che si protrae da troppo tempo. La salute pubblica non può essere sacrificata, e questa battaglia è più urgente che mai!
Non ci sono opere che possano risollevare Crotone se i cittadini non ottengono giustizia. La denuncia contro ENI Rewind per violazione delle normative sulla bonifica è un passo indispensabile. Non possiamo più tollerare che i rifiuti giacciano nei siti industriali, mentre il futuro della nostra comunità è a rischio.
Ieri ho presentato, insieme ad altri undici consiglieri comunali di opposizione, una mozione che pone la salute dei cittadini al primo posto. Solo attraverso una seria bonifica potremo aspirare a una vera rinascita socio-culturale ed economica. Non possiamo permettere che l'indifferenza continui a minacciare il nostro futuro. È tempo di agire!
Questa città è sempre stata tradita da politici e rappresentanti delle istituzioni, e abbiamo l’obbligo di non fidarci di nessuno! Oggi più che mai, dobbiamo essere determinati. Se il sindaco, durante la sua audizione presso la Commissione parlamentare ecomafie, apparentemente abbia preso le distanza dalla multinazionale che opera da decenni a Crotone, oggi deve passare ai fatti, poiché sono trascorsi quattro anni di amministrazione e la questione è sempre più confusa e ingarbugliata. Quante volte in aula ho ribadito che l'ENI non ha mai voluto effettuare una seria bonifica? Ho utilizzato la metafora della tela di Penelope: di giorno tesseva e di notte, quando nessuno la vedeva, disfava. Oggi l'ENI, nell'antica capitale della Magna Grecia, che è Crotone, ha incarnato pienamente questa metafora. Questi sono i fatti!
Sono passati diversi anni senza che si fosse avviata una seria bonifica. Eppure, non è stata nemmeno scelta una tecnica definitiva per affrontare il problema. È stata esclusa l'ipotesi di trattare i rifiuti in loco, la cosiddetta "bonifica in situ", una soluzione che avrebbe consentito di intervenire direttamente sul terreno o sulla falda senza dover rimuovere i materiali contaminati. Inoltre, sono state trascurate tecniche termiche efficaci, come il desorbimento termico, che sfrutta il calore per volatilizzare e rimuovere gli inquinanti. Oggi ci si oppone anche a quanto stabilito dal Tribunale di Milano riguardo al trasferimento del materiale contaminato fuori regione. Insomma, si può parlare di tutto, ma non di bonifica; semmai di una “finta”, o a limite, di una semplice messa in sicurezza, e questo è inaccettabile.
N.B. Altri firmatari: Pedace Enrico, Manica Antonio, Riga Salvo, Cantafora Anna Maria, Meo Fabrizio, De Vona Andrea, Giancotti Carmen, Fiorino Giuseppe, Prisma Cristian, Tesoriere Andrea, Chiara Capparelli.
domenica 30 marzo 2025
CROTONE, OGGI SI INSEDIA IL NUOVO ARCIVESCOVO: E’ TEMPO DI ONORARE L'EREDITÀ DI MONS.AGOSTINO
Oggi, Crotone accoglie un nuovo pastore: Mons. Alberto Torriani inizia il suo ministero episcopale per la diocesi di Crotone-Santa Severina. Alle ore 17:00, il Palamilione sarà il palcoscenico di una celebrazione che segna un nuovo inizio, un passaggio di testimone, ma anche un momento di riflessione profonda su un’eredità passata che pesa come un macigno: quella di Mons. Giuseppe Agostino.
Mons. Agostino incarnò il vero spirito di un vescovo, un pastore che non si limitò a predicare ma visse in mezzo al suo popolo, abbracciando le sue sofferenze e le sue speranze. Continuò a fianco degli operai in lotta, portò la Santa Vergine negli stabilimenti della Pertusola, alzò la sua voce in difesa di chi soffriva per le ingiustizie ambientali e sociali. Oggi, dopo alcuni decenni, Crotone si trova ad affrontare sfide simili, più gravi e complesse che mai. Le ferite lasciate dall’inquinamento e dalla crisi occupazionale sono ancora aperte, e la salute dei cittadini continua a essere minacciata da forte indifferenze.
Mi auguro che il nuovo arcivescovo possa raccogliere il mio messaggio, l’eredità di Mons. Agostino, ovviamente non fini politici, ma per essere un faro di speranza e giustizia. Le questioni crotonesi devono essere al centro della sua missione, perché la Chiesa ha il dovere di difendere la dignità dell’uomo, creata a immagine di Dio. Qui, in questo angolo di Calabria, la dignità è stata calpestata troppo a lungo, e le promesse di un futuro migliore sembrano svanire nel nulla.
Non pretendo che Mons. Torriani possa essere un clone di Mons. Agostino, ma spero ardentemente che possa avere il coraggio di alzare la voce per chi non ha voce. La questione ambientale è spesso oggetto di argomento tra le mura del Vaticano, ma la realtà è ben diversa, qui ancora di più: un silenzio che continua a urlare. La gente di Crotone merita un pastore che non solo ascolti le sue grida, ma che anche le faccia rimbombare nei corridoi dei palazzi istituzionali e di potere.
La speranza è un seme che deve essere coltivato, e oggi, mentre diamo il benvenuto a Mons. Alberto Torriani, scommettiamo su un futuro in cui possa essere realmente testimone dell’amore paterno di nostro Signore Dio e protagonista per una svolta della giustizia sociale e ambientale.
sabato 29 marzo 2025
FRA I PASTROCCHI DELLE PROSSIME COMUNALI, L’ENI PREPARA IL PACCO, MA NOI RITORNEREMO IN AULA.
Il commissario Errigo, come si può leggere, è in linea con Eni Rewind e chiede a gran voce di avviare la bonifica, ma non come prevista, bensì secondo le loro intenzioni. Insomma, una bonifica che guarda solo da una parte, del tutto unilaterale, che non persegue gli interessi collettivi. Praticamente vogliono fare l’assurdo, il contrario di quanto abbiamo espresso mediante atti amministrativi: i rifiuti li vogliono spostare da una parte all’altra dello stesso territorio. Ma gli occhi anche dei bambini possono considerare questa cosa fattibile? Si legge dai giornali che il Commissario Errigo afferma che “si risolve tutto spostando i veleni dalla zona Nord a quella Sud di Crotone. Anche questa sembra un’ottima scelta.” Insomma, l’assurdo!
La smettessero tutti! È tempo di calarci nei problemi, poiché i pastrocchi e gli intrugli politici di questi periodi non dovranno farci abbassare la guardia consentendo a Eni di offrire il solito pacco.
martedì 25 marzo 2025
CROTONE, BATTEZZATO "CRESCERE" E CRESCE SUBITO L'ORECCHIO DEL CAVALLO.
"U ciucciu chiama 'ricchia lunga' a ru cavaddru" tradotto letteralmente "L’asino chiama 'orecchio lungo' il cavallo". Io, che adoro il nostro vernacolo, con questo antico proverbio, a proposito di traditori, capirete con chiarezza a cosa mi riferisco".
Un sindaco che si erge a leader di un movimento senza alleati definiti, poiché ha dichiarato che nessuno dovrà portare i simboli di partito. E ascoltate bene cosa ha affermato: "Un consiglio comunale che mi sostiene, un gruppo di traditori che mi ha abbandonato: questi saranno i miei punti di riferimento per la campagna elettorale."
Avete capito "traditori" da quale pulpito arriva!
Ancora una volta, in chiusura del battesimo del suo Movimento, ha utilizzato toni e dichiarazioni rabbiose, mostrando di aver perso il senso della realtà. Ha accolto con pompa il presidente della Regione e della Provincia, cercando di riciclarsi come paladino del civismo, dimenticando che il suo percorso amministrativo è stato tracciato grazie ai simboli di partito.
E chi sono questi traditori? Ben nove consiglieri della sua vecchia maggioranza, nel tentativo di difendere un programma amministrativo serio e responsabile, hanno scelto di allontanarsi da chi, invece, ha ridotto quel documento a carta straccia.
Crotone, un territorio martoriato dall’inquinamento e da percentuali allarmanti di malattie tumorali, necessita di persone capaci di affrontare le gravi emergenze ambientali, non di chi si nasconde dietro false promesse e slogan. Traditori di cosa? Di una coerenza che lui stesso ha calpestato, tradendo le sue stesse parole: "mai con i partiti, mai con il centrodestra, mai con gli sculchiani." Un puritano che ha abbandonato ogni principio per abbracciare il trasformismo più sfrenato e becero non dovrebbe attaccare coloro che onorano i principi da lui tanto proclamati e decantati durante la campagna elettorale del 2020.
In un contesto dove il cambiamento di schieramento era un tempo considerato uno scandalo, Voce ha trasformato le giravolte in una routine. Qui non si scherza: si gioca il destino di una città, imprigionata da una politica pericolosa e da quattro soldi. I pifferai dell'orchestra sono pronti a suonare, ma non intonano il canto del cambiamento: la loro melodia è quella della confusione e dell'ingiustizia, un preludio a una vera e propria De Profundis. Crotone merita di più! Il suo futuro non può essere sacrificato sull'altare di un ambizioso e pericoloso trasformismo. È tempo di avere il coraggio di risvegliare le coscienze e reclamare ciò spetta ai cittadini, prima che sia davvero troppo tardi.
CROTONE, IL RINNOVAMENTO CONTINUA: DAL CIVISMO VERSO I PARTITI.
Dall’altra parte, lo merita: il movimento civico “Crescere” nasce dalle ceneri di Tesoro Calabria (il cui fondatore Tansi è presente all’incontro) attraverso eventi che appaiono veramente miracolosi, eventi che nessuno avrebbe mai immaginato e che mai ci sarebbe riuscito.
Nato da un profondo civismo, che ha raccolto i cittadini delusi dagli apparati dei partiti, ma si è felicemente legato ai partiti tradizionali e alle correnti di potere locale. È stato fondato per opporsi alla mala politica, ma nella realtà ha sposato tutte le linee di questa, partecipando ai giochi e ai giochetti della politica becera di tutti i tempi. Doveva essere una controparte esemplare all’ENI e invece si è rivelato come un alleato, assumendo posizioni addomesticate.
Le promesse di combattere il potere consolidato si sono dissipate, e i comizi in Piazza Marinai d’Italia si sono trasformati in un triste spettacolo di conformismo. Gli elettori, quei 16.600 sostenitori (di cui il sindaco non perde occasione di vantarsi), oggi si ritrovano con un pugno di mosche. Dove sono finiti i temi cruciali, come la salvaguardia ambientale, che avrebbero dovuto essere al centro dell’azione politica?
A cosa sono serviti i comizi e gli slogan contro un potere radicato nel tempo, presentandosi agli elettori come rivoluzionari e anti-sistema, per poi ritrovarsi a fare l’esatto contrario di quanto promesso su temi importanti e di grande rilevanza, come quelli ambientali, cambiando linea in modo radicale e sconcertando i propri elettori?
Se da una parte il presidente Occhiuto è stimolato da una parte del suo partito, dall’altra non lo è, neanche per l’intera coalizione del centro-destra, il che rende difficile comprendere questo appoggio incondizionato al sindaco. Sarà il carisma di Voce? E se questo è da escludere, che cos’è allora? È legittimo che il Presidente di una Regione prenda posizioni politiche, ma se queste non sono chiare nemmeno al suo partito, cosa devono pensare gli elettori? Con il battesimo di oggi è chiaro che la sua neutralità sembra svanire e il risultato potrebbe essere una frattura profonda tra città, partito e coalizione. Povera Crotone! Nelle mani, non del popolo, ma di altri. L'operazione, ahimè, gattopardesca si è ulteriormente consumata.
Gli interrogativi sono tanti, e se li pongono anche gli iscritti (in questi giorni abbiamo visto diversi comunicati stampa), ma la domanda me la pongo anche io, che sono comunque un consigliere comunale e che, per tutto il percorso amministrativo, non abbiamo cambiato casacca e siamo rimasti al nostro posto, sempre "stanchi dei soliti". Allora, cosa c’è dietro? È legittimo che il Presidente di una Regione assuma delle posizioni politiche che, pur legittime, non sono chiare. Se non è chiaro per la propria componente politica, immaginiamo un elettore che dovrà ridare fiducia a chi ha palesemente lavorato per un totale cambiamento della vocazione politica originaria.
Il presidente (inteso come rappresentante istituzionale) assume una posizione di parte e spacca interamente una città, allo stesso tempo potrebbe dividere anche il suo partito e, come se non bastasse, l’intera coalizione del centro-destra. A questo punto, mi sembra doveroso, visto che noi non ci siamo riusciti nel Consiglio comunale durante la verifica di maggioranza, che i consiglieri comunali vicini al presidente Occhiuto (compresi i componenti di Progetti Comune, presenti anche loro all’evento) spieghino ai loro elettori quali sono le motivazioni (forse legittime) per cui appoggeranno, nonostante siano stati eletti in opposizione, in maniera incondizionata il Movimento "Crescere". Questo è il momento della verità: chiarezza e responsabilità sono le uniche strade, affinché questa città possa ritornare ad una politica seria, soprattutto di chi ha perso la fiducia, ingannata, per aver creduto in un cambiamento autentico.
N.b. Le mie informazioni non sono motivo di doglianze, poiché io e il mio gruppo siamo consapevoli di aver fatto la scelta giusta, di non aver mai tradito le aspettative di chi ha creduto in noi.