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CROTONE, O SIAMO POLITICAMENTE SOBRI O LA CITTÀ SARÀ CONDANNATA IN ETERNO

È con un cuore affranto che osservo l'entusiasmo che ancora pervade le strade di Crotone, mentre ci si lascia incantare dalle “operette”...

venerdì 4 aprile 2025

CROTONE, O SIAMO POLITICAMENTE SOBRI O LA CITTÀ SARÀ CONDANNATA IN ETERNO


È con un cuore affranto che osservo l'entusiasmo che ancora pervade le strade di Crotone, mentre ci si lascia incantare dalle “operette” pubbliche, opere di cemento che si ergono come monumenti a un'illusione. Non sorprende che la gente si lasci abbagliare: in un'Europa che, grazie ai PNRR, investe e costruisce, noi continuiamo a danzare in un circo di promesse non mantenute. Eppure, la mia voce si è alzata in aula consiliare, come un grido disperato contro i mulini a vento, mentre attorno a me regna il silenzio e molti sembrano remare contro la ragione.


Da quanto tempo denuncio l'ENI? Utilizzo la tela di Penelope come simbolo di una lotta che sembra senza fine, un ciclo di promesse che si disfa mentre noi, impassibili, assistiamo. E la mia voce riecheggia nel vuoto: chi ricorda le mie mozioni contro le discariche e gli impianti di smaltimento dei rifiuti? Chi si preoccupa del distretto energetico che ci avvelena lentamente? Abbiamo discusso a lungo di bonifiche, ma ora, che ne è di quelle parole?

E i politici, i membri della maggioranza: ricordano la mia proposta di legge per fermare i soprusi ambientali? Anche quella è stata bocciata, un colpo mortale a un sogno di salute e dignità per la nostra comunità. Ora mi aspetto che la mozione contro l'ENI sull’omessa bonifica sia votata all'unanimità.

La verità è questa: la politica gioca una partita pericolosa, mentre molti cittadini, con gli occhi bendati, si lasciano sedurre dalle illusioni di progresso. Ma il risultato è devastante: il generale Emilio Errigo, Commissario straordinario di governo per il Sito di Interesse Nazionale di Crotone, ha firmato un’ordinanza per avviare “immediatamente gli interventi di bonifica”. Ma di quale bonifica parliamo? Trasportare i rifiuti da un angolo all’altro della città non è una soluzione; è un’illusione che ci condanna a un eterno ciclo di sofferenza.

Il piano prevede il conferimento di una percentuale di rifiuti pericolosi a Crotone e si punta su Colubra come se fosse la panacea dei nostri mali. Ma come possiamo ignorare il dramma sanitario che stiamo vivendo? Ha senso spostare rifiuti a pochi passi da noi, ignorando l’assurdità della situazione? O apriamo gli occhi o saremo davvero condannati come in un olocausto.

giovedì 3 aprile 2025

ELEZIONI CROTONE 2026: SCENDONO IN CAMPO I SOLDATINI, MA IO INVITO I GENERALI A UN INCONTRO PUBBLICO


ELEZIONI CROTONE 2026: SCENDONO IN CAMPO I SOLDATINI, MA IO INVITO I GENERALI A UN INCONTRO PUBBLICO

Le doglie della mozione contro l'Eni.

In vista di una campagna elettorale che si preannuncia rovente, i sostenitori di questa Giunta si sono lanciati in un’operazione di marketing sui social: reel e post per costruire un’immagine impeccabile dell’amministrazione comunale. Questo gioco, pur discutibile, potrebbe anche passare inosservato se condotto con onestà. Ma quando si inizia a colpire gli avversari, la musica cambia. Nasce così “U’Ruccularu”, un termine crotonese che stigmatizza chi osa criticare. È una vera e propria censura mascherata da “protezione” dell’amministrazione. I cittadini sono costretti a parlare bene, pena il linciaggio mediatico. Queste stesse persone sembrano avere solo tempo per scrivere “cretinate”, attaccando e deridendo chi ha il coraggio di esprimere un’opinione diversa. È ora di dire basta a questa cultura del bavaglio!

Chi sono questi signori? Sono persone che non hanno né arte né parte, sicuramente non sono particolarmente dedite al lavoro; forse ricevono in cambio qualche favorino o promesse dal potere. Non affrontano i temi crotonesi, che probabilmente non conoscono, oppure, se li conoscono, tendono ad occultarli e ignorarli. Sono quelle classiche persone che hanno lasciato morire questa città, soffocata dall’inquinamento e dal deturpamento del territorio. Qual è il loro compito? Alcuni verrebbero ingaggiati, altri reclutati come soldatini; a loro è assegnato il ruolo di leoni da tastiera, ma in realtà non sono neppure conigli da tastiera, poiché, nella vita reale, sono pavidi e quindi non possono mostrarsi. Svolazzano su tutti i social, verificano i contenuti, individuano tutti i “mi piace”, prendono appunti e riferirebbero ai vertici. Inoltre, i soldati o le soldatesse hanno il compito di rispondere ai commenti non graditi; alcune volte si identificano, ma quando devono dare la “mazzata”, magari utilizzano un falso profilo. Chi sono gli artefici e i gestori di “U’Ruccularu”? Non mi dilungo oltre, altrimenti mi toccherà scrivere un libro.

Andiamo a vedere il profilo di “U’Ruccularu”: chi potrebbe essere? È ovvio che qualcuno si fa un’idea; basta dare una sbirciata per capirlo. Loro sì, parlano bene in genere dell’operato del sindaco, ma malissimo di chi si contrappone, questa di oggi è la prova! 

Questi signori hanno pensato di attaccare il movimento di cui faccio parte, “Stanchi dei Soliti”, subito dopo la mozione “omessa bonifica” che ho presentato insieme ad altri 11 consiglieri di opposizione. Certo, devono attaccarmi, poiché l’argomento scotta: è quello che questa amministrazione avrebbe dovuto portare a compimento, come le altre tematiche ambientali, motivo per cui noi ci siamo allontanati dalla maggioranza.

Attaccano il movimento come se fossimo rivoluzionari sul cambiamento della città; tutto vero, saremmo stati dei rivoluzionari! Ma solo se questo esecutivo amministrativo ce l’avesse permesso e si fosse adeguato al programma elettorale condiviso; avesse amministrato secondo le aspettative decantate in piazza Marinai d’Italia. Le vetrine luccicanti e la rinascita culturale, cari signori di “U’Ruccularu”, non siamo stati noi ad annunciarli, ma, i sostenitori del sindaco. Noi siamo semplici consiglieri comunali che abbiamo tracciato le linee politiche, ma queste dovranno essere attuate solo sulla base delle intenzioni di chi guida l’amministrazione; altrimenti si rischia di abbaiare alla luna. Ecco perché siamo usciti. La tanto criticata proposta di chiudere piazza Duomo al traffico (perché, di fatto, quel luogo era un vero e proprio parcheggio) non è frutto del mio operato; tant’è che io non ho prodotto nessun atto amministrativo. È un accordo tra il movimento Stanchi dei Soliti e il sindaco, il quale ha il potere di revocare l’ordinanza di divieto di parcheggio in qualsiasi momento. Pertanto, non capisco questi inutili attacchi. La verità è un’altra: oggi, se ci tenete tanto, si può riaprire al traffico, visto che Stanchi dei Soliti aveva fatto la proposta in virtù del fatto che lì c’è il Duomo e, durante le ricorrenze (matrimoni, funerali e altre cerimonie), era un pugno nell’occhio vedere tante automobili, che, fra l’altro, erano di intralcio ai fedeli che si recavano al Duomo. Ripeto, il sindaco ha il potere di revocare l’ordinanza di chiusura. Piuttosto, perché non vi preoccupate della chiusura del sacro edificio, che in un batter d’occhio è stato chiuso da tempo ai fedeli, con l’interno smantellato e senza attualmente alcuna prospettiva futura? Quando inizieranno i lavori e quando termineranno? Per quanto tempo la città rimarrà senza la principale chiesa?

Cari signori di “U’Ruccularu”, di questo dovete occuparvi e non delle cavolate o, meglio, dei “finocchi i timpa”.

Noi non abbiamo cambiato casacca; siamo stati uniti solo da un programma elettorale, che palesemente non è stato rispettato. Tant’è vero che il nostro gruppo è rimasto fin dal primo giorno della sindacatura unito e compatto con la stessa denominazione, mentre il trasformismo puro è avvenuto dagli scranni dei gruppi provenienti dalle liste del sindaco, partite come civiche e oggi divisi in tanti piccoli pezzi con alleanze persino con i partiti che in campagna elettorale li avevano condannati.

Ma la lingua batte dove il dente duole. Sì, perché non bisogna parlare male di Eni; d’altronde, il primo accordo di questo esecutivo è quello di aver ricevuto dalla multinazionale una cospicua somma, senz’altro legittima, ma principalmente al fine di assicurarsi una tranquillità amministrativa. Tuttavia, non conosciamo tuttora se siamo vincolati o meno da alcune condizioni. Ma non non alcuni non vogliono sentir parlare di denuncia di “omessa bonifica”. Devono spiegare i signori di “U’Ruccularu” perché non dovremmo denunciare Eni. Perché temere tanto la mozione? Vi siete dimenticati di quanto questa città sta pagando in termini ambientali e di salute? Ve lo rammento io:

abbiamo diversi siti posti sotto sequestro perché costruiti con il CIC, un materiale non ritenuto idoneo all’edilizia stradale, che andava smaltito come rifiuto; i siti industriali inquinati, con la presenza di arsenico, nichel, cadmio, zinco e piombo, superano i limiti previsti dalla legge. Piazzali con metalli pesanti. La bonifica viene effettuata solo se esiste l’inquinamento accertato, e quello di Crotone è stato accertato dal Tribunale di Crotone. Per voi è normale che, dopo trent’anni, si parli ancora di bonifica? Vi siete dimenticati che questa era l’amministrazione che avrebbe dovuto portare a termine la bonifica? Mi fermo qui! Non voglio parlare del distretto energetico selvaggio che sta aumentando le gravi malattie; non voglio parlare delle autorizzazioni concesse per nuovi parchi eolici e quant’altro. I signori di “U’Ruccularu” mi accusa di non aver offerto soluzioni concrete alla questione ambientale in questi quattro anni di maggioranza. Basterebbe solo il freno che ho dato, altroché! Chi ha prodotto gli atti per dire no alla mega discarica di Giammiglione? E il blocco per evitare l’innalzamento della discarica Columbra? Chi ha preso posizioni contro chi, a mare vicino alle nostre spiagge, voleva realizzare il parco eolico offshore? Chi sta mettendo in guardia sull’ampliamento di A2A per lo smaltimento dei rifiuti ospedalieri? Vogliamo parlare del grosso impianto di rigassificazione? Io in merito ho presentato una mozione. Voglio parlare della bonifica? Quali azioni ha messo in atto la maggioranza, di cui io facevo parte? Quella stessa maggioranza che mi ha bocciato la proposta di una legge regionale che avrebbe tutelato Crotone dai soprusi ambientali! Anche su queste tematiche mi fermerò, altrimenti ci vorrebbe un romanzo. Quindi, signori di “U’Ruccularu”, spiegatemi voi cosa sta facendo la mia ex compagine amministrativa! Argomentate, per favore!

Vi chiedo solo di smetterla con i profili anonimi e le faccine sconosciute; la città ha bisogno di argomenti che si trattano alla luce del sole e non con l’anonimato. Con me non la spuntate; uscite allo scoperto e, se avete il coraggio, vi invito a un confronto pubblico. La città non ha bisogno di anonimi, qualunquisti e quacquaraquà, ma di persone schiette, serie, di uomini e donne libere che costruiscano il tanto decantato bene comune.

mercoledì 2 aprile 2025

LA "MAGNA QUAESTIO” CROTONESE: PRESENTATA MOZIONE PER DENUNCIA A ENI PER OMESSA BONIFICA!

Crotone non può più aspettare: è giunto il momento di affrontare la "Magna Quaestio" della nostra città, ovvero la bonifica! Senza una vera svolta morale, socio-culturale e sanitaria, ogni progetto è destinato a fallire. La salute dei cittadini deve essere al centro di ogni considerazione.

Il 23 maggio 2024, il Consiglio Comunale di Crotone ha votato all'unanimità un’altra nostra fondamentale mozione, chiedendo al sindaco di valutare la denuncia contro ENI Rewind per "omessa bonifica". Ma ad oggi, nulla è cambiato. È ora di tornare in aula, rinnovare la nostra determinazione e affrontare un problema che si protrae da troppo tempo. La salute pubblica non può essere sacrificata, e questa battaglia è più urgente che mai!

Non ci sono opere che possano risollevare Crotone se i cittadini non ottengono giustizia. La denuncia contro ENI Rewind per violazione delle normative sulla bonifica è un passo indispensabile. Non possiamo più tollerare che i rifiuti giacciano nei siti industriali, mentre il futuro della nostra comunità è a rischio.

Ieri ho presentato, insieme ad altri undici consiglieri comunali di opposizione, una mozione che pone la salute dei cittadini al primo posto. Solo attraverso una seria bonifica potremo aspirare a una vera rinascita socio-culturale ed economica. Non possiamo permettere che l'indifferenza continui a minacciare il nostro futuro. È tempo di agire!

Questa città è sempre stata tradita da politici e rappresentanti delle istituzioni, e abbiamo l’obbligo di non fidarci di nessuno! Oggi più che mai, dobbiamo essere determinati. Se il sindaco, durante la sua audizione presso la Commissione parlamentare ecomafie, apparentemente abbia preso le distanza dalla multinazionale che opera da decenni a Crotone, oggi deve passare ai fatti, poiché sono trascorsi quattro anni di amministrazione e la questione è sempre più confusa e ingarbugliata. Quante volte in aula ho ribadito che l'ENI non ha mai voluto effettuare una seria bonifica? Ho utilizzato la metafora della tela di Penelope: di giorno tesseva e di notte, quando nessuno la vedeva, disfava. Oggi l'ENI, nell'antica capitale della Magna Grecia, che è Crotone, ha incarnato pienamente questa metafora. Questi sono i fatti!

Sono passati diversi anni senza che si fosse avviata una seria bonifica. Eppure, non è stata nemmeno scelta una tecnica definitiva per affrontare il problema. È stata esclusa l'ipotesi di trattare i rifiuti in loco, la cosiddetta "bonifica in situ", una soluzione che avrebbe consentito di intervenire direttamente sul terreno o sulla falda senza dover rimuovere i materiali contaminati. Inoltre, sono state trascurate tecniche termiche efficaci, come il desorbimento termico, che sfrutta il calore per volatilizzare e rimuovere gli inquinanti. Oggi ci si oppone anche a quanto stabilito dal Tribunale di Milano riguardo al trasferimento del materiale contaminato fuori regione. Insomma, si può parlare di tutto, ma non di bonifica; semmai di una “finta”, o a limite, di una semplice messa in sicurezza, e questo è inaccettabile.

N.B. Altri firmatari: Pedace Enrico, Manica Antonio, Riga Salvo, Cantafora Anna Maria, Meo Fabrizio, De Vona Andrea, Giancotti Carmen, Fiorino Giuseppe, Prisma Cristian, Tesoriere Andrea, Chiara Capparelli.


 

domenica 30 marzo 2025

CROTONE, OGGI SI INSEDIA IL NUOVO ARCIVESCOVO: E’ TEMPO DI ONORARE L'EREDITÀ DI MONS.AGOSTINO

Oggi, Crotone accoglie un nuovo pastore: Mons. Alberto Torriani inizia il suo ministero episcopale per la diocesi di Crotone-Santa Severina. Alle ore 17:00, il Palamilione sarà il palcoscenico di una celebrazione che segna un nuovo inizio, un passaggio di testimone, ma anche un momento di riflessione profonda su un’eredità passata che pesa come un macigno: quella di Mons. Giuseppe Agostino.

Mons. Agostino incarnò il vero spirito di un vescovo, un pastore che non si limitò a predicare ma visse in mezzo al suo popolo, abbracciando le sue sofferenze e le sue speranze. Continuò a fianco degli operai in lotta, portò la Santa Vergine negli stabilimenti della Pertusola, alzò la sua voce in difesa di chi soffriva per le ingiustizie ambientali e sociali. Oggi, dopo alcuni decenni, Crotone si trova ad affrontare sfide simili, più gravi e complesse che mai. Le ferite lasciate dall’inquinamento e dalla crisi occupazionale sono ancora aperte, e la salute dei cittadini continua a essere minacciata da forte indifferenze.

Mi auguro che il nuovo arcivescovo possa raccogliere il mio messaggio, l’eredità di Mons. Agostino, ovviamente non fini politici, ma per essere un faro di speranza e giustizia. Le questioni crotonesi devono essere al centro della sua missione, perché la Chiesa ha il dovere di difendere la dignità dell’uomo, creata a immagine di Dio. Qui, in questo angolo di Calabria, la dignità è stata calpestata troppo a lungo, e le promesse di un futuro migliore sembrano svanire nel nulla.

Non pretendo che Mons. Torriani possa essere un clone di Mons. Agostino, ma spero ardentemente che possa avere il coraggio di alzare la voce per chi non ha voce. La questione ambientale è spesso oggetto di argomento tra le mura del Vaticano, ma la realtà  è ben diversa, qui ancora di più: un silenzio che continua a urlare. La gente di Crotone merita un pastore che non solo ascolti le sue grida, ma che anche le faccia rimbombare nei corridoi dei palazzi istituzionali e di potere. 

La speranza è un seme che deve essere coltivato, e oggi, mentre diamo il benvenuto a Mons. Alberto Torriani, scommettiamo su un futuro in cui possa essere realmente testimone dell’amore paterno di nostro Signore Dio e protagonista per una svolta della giustizia sociale e ambientale.

sabato 29 marzo 2025

FRA I PASTROCCHI DELLE PROSSIME COMUNALI, L’ENI PREPARA IL PACCO, MA NOI RITORNEREMO IN AULA.


Mettiamoci l’animo in pace, poiché non sono le convention politiche, gli abbracci, gli inciuci, i sorrisi e i reel a far sviluppare la città di Crotone. È tempo di dire basta! È necessario affrontare i problemi con determinazione e coraggio, precisamente con gli attributi, di fronte al dramma che vive la città di Crotone. La questione bonifica tornerà nuovamente in Consiglio Comunale, perché non se ne può più; ritornerà con argomenti infuocati per dire no a questi balletti messi in atto da Eni e non solo! Dai rappresentanti istituzionali, politici di primo e secondo grado. Ritorneremo in aula, e ognuno dovrà togliere la maschera e dichiarare da che parte sta realmente; altrimenti, i rappresentanti politici non saranno legittimati di occupare un seggio nel comune di Crotone, né adesso e né per le prossime amministrazioni.

Il commissario Errigo, come si può leggere, è in linea con Eni Rewind e chiede a gran voce di avviare la bonifica, ma non come prevista, bensì secondo le loro intenzioni. Insomma, una bonifica che guarda solo da una parte, del tutto unilaterale, che non persegue gli interessi collettivi. Praticamente vogliono fare l’assurdo, il contrario di quanto abbiamo espresso mediante atti amministrativi: i rifiuti li vogliono spostare da una parte all’altra dello stesso territorio. Ma gli occhi anche dei bambini possono considerare questa cosa fattibile? Si legge dai giornali che il Commissario Errigo afferma che “si risolve tutto spostando i veleni dalla zona Nord a quella Sud di Crotone. Anche questa sembra un’ottima scelta.” Insomma, l’assurdo!

La smettessero tutti! È tempo di calarci nei problemi, poiché i pastrocchi e gli intrugli politici di questi periodi non dovranno farci abbassare la guardia consentendo a Eni di offrire il solito pacco.

martedì 25 marzo 2025

CROTONE, BATTEZZATO "CRESCERE" E CRESCE SUBITO L'ORECCHIO DEL CAVALLO.

"U ciucciu chiama 'ricchia lunga' a ru cavaddru" tradotto letteralmente "L’asino chiama 'orecchio lungo' il cavallo". Io, che adoro il nostro vernacolo, con questo antico proverbio, a proposito di traditori, capirete con chiarezza a cosa mi riferisco".

Un sindaco che si erge a leader di un movimento senza alleati definiti, poiché ha dichiarato che nessuno dovrà portare i simboli di partito. E ascoltate bene cosa ha affermato: "Un consiglio comunale che mi sostiene, un gruppo di traditori che mi ha abbandonato: questi saranno i miei punti di riferimento per la campagna elettorale."

Avete capito "traditori" da quale pulpito arriva!

Ancora una volta, in chiusura del battesimo del suo Movimento, ha utilizzato toni e dichiarazioni rabbiose, mostrando di aver perso il senso della realtà. Ha accolto con pompa il presidente della Regione e della Provincia, cercando di riciclarsi come paladino del civismo, dimenticando che il suo percorso amministrativo è stato tracciato grazie ai simboli di partito.

E chi sono questi traditori? Ben nove consiglieri della sua vecchia maggioranza, nel tentativo di difendere un programma amministrativo serio e responsabile, hanno scelto di allontanarsi da chi, invece, ha ridotto quel documento a carta straccia.

Crotone, un territorio martoriato dall’inquinamento e da percentuali allarmanti di malattie tumorali, necessita di persone capaci di affrontare le gravi emergenze ambientali, non di chi si nasconde dietro false promesse e slogan. Traditori di cosa? Di una coerenza che lui stesso ha calpestato, tradendo le sue stesse parole: "mai con i partiti, mai con il centrodestra, mai con gli sculchiani." Un puritano che ha abbandonato ogni principio per abbracciare il trasformismo più sfrenato e becero non dovrebbe attaccare coloro che onorano i principi da lui tanto proclamati e decantati durante la campagna elettorale del 2020.

In un contesto dove il cambiamento di schieramento era un tempo considerato uno scandalo, Voce ha trasformato le giravolte in una routine. Qui non si scherza: si gioca il destino di una città, imprigionata da una politica pericolosa e da quattro soldi. I pifferai dell'orchestra sono pronti a suonare, ma non intonano il canto del cambiamento: la loro melodia è quella della confusione e dell'ingiustizia, un preludio a una vera e propria De Profundis. Crotone merita di più! Il suo futuro non può essere sacrificato sull'altare di un ambizioso e pericoloso trasformismo. È tempo di avere il coraggio di risvegliare le coscienze e reclamare ciò spetta ai cittadini, prima che sia davvero troppo tardi.

CROTONE, IL RINNOVAMENTO CONTINUA: DAL CIVISMO VERSO I PARTITI.


Alla fine, il Presidente Occhiuto non si è limitato a fare da padrino al battesimo del Movimento “Crescere”; la sua prima Convention si è trasformata in una vera e propria canonizzazione del sindaco.

Dall’altra parte, lo merita: il movimento civico “Crescere” nasce dalle ceneri di Tesoro Calabria (il cui fondatore Tansi è presente all’incontro) attraverso eventi che appaiono veramente miracolosi, eventi che nessuno avrebbe mai immaginato e che mai ci sarebbe riuscito.

Nato da un profondo civismo, che ha raccolto i cittadini delusi dagli apparati dei partiti, ma si è felicemente legato ai partiti tradizionali e alle correnti di potere locale. È stato fondato per opporsi alla mala politica, ma nella realtà ha sposato tutte le linee di questa, partecipando ai giochi e ai giochetti della politica becera di tutti i tempi. Doveva essere una controparte esemplare all’ENI e invece si è rivelato come un alleato, assumendo posizioni addomesticate.

Le promesse di combattere il potere consolidato si sono dissipate, e i comizi in Piazza Marinai d’Italia si sono trasformati in un triste spettacolo di conformismo. Gli elettori, quei 16.600 sostenitori (di cui il sindaco non perde occasione di vantarsi), oggi si ritrovano con un pugno di mosche. Dove sono finiti i temi cruciali, come la salvaguardia ambientale, che avrebbero dovuto essere al centro dell’azione politica?

A cosa sono serviti i comizi e gli slogan contro un potere radicato nel tempo, presentandosi agli elettori come rivoluzionari e anti-sistema, per poi ritrovarsi a fare l’esatto contrario di quanto promesso su temi importanti e di grande rilevanza, come quelli ambientali, cambiando linea in modo radicale e sconcertando i propri elettori?

Se da una parte il presidente Occhiuto è stimolato da una parte del suo partito, dall’altra non lo è, neanche per l’intera coalizione del centro-destra, il che rende difficile comprendere questo appoggio incondizionato al sindaco. Sarà il carisma di Voce? E se questo è da escludere, che cos’è allora? È legittimo che il Presidente di una Regione prenda posizioni politiche, ma se queste non sono chiare nemmeno al suo partito, cosa devono pensare gli elettori? Con il battesimo di oggi è chiaro che la sua neutralità sembra svanire e il risultato potrebbe essere una frattura profonda tra città, partito e coalizione. Povera Crotone! Nelle mani, non del popolo, ma di altri. L'operazione, ahimè, gattopardesca si è ulteriormente consumata. 

Gli interrogativi sono tanti, e se li pongono anche gli iscritti (in questi giorni abbiamo visto diversi comunicati stampa), ma la domanda me la pongo anche io, che sono comunque un consigliere comunale e che, per tutto il percorso amministrativo, non abbiamo cambiato casacca e siamo rimasti al nostro posto, sempre "stanchi dei soliti". Allora, cosa c’è dietro? È legittimo che il Presidente di una Regione assuma delle posizioni politiche che, pur legittime, non sono chiare. Se non è chiaro per la propria componente politica, immaginiamo un elettore che dovrà ridare fiducia a chi ha palesemente lavorato per un totale cambiamento della vocazione politica originaria.

Il presidente (inteso come rappresentante istituzionale) assume una posizione di parte e spacca interamente una città, allo stesso tempo potrebbe dividere anche il suo partito e, come se non bastasse, l’intera coalizione del centro-destra. A questo punto, mi sembra doveroso, visto che noi non ci siamo riusciti nel Consiglio comunale durante la verifica di maggioranza, che i consiglieri comunali vicini al presidente Occhiuto (compresi i componenti di Progetti Comune, presenti anche loro all’evento) spieghino ai loro elettori quali sono le motivazioni (forse legittime) per cui appoggeranno, nonostante siano stati eletti in opposizione, in maniera incondizionata il Movimento "Crescere". Questo è il momento della verità: chiarezza e responsabilità sono le uniche strade, affinché questa città possa ritornare ad una politica seria, soprattutto di chi ha perso la fiducia, ingannata, per aver creduto in un cambiamento autentico.

N.b. Le mie informazioni non sono motivo di doglianze, poiché io e il mio gruppo siamo consapevoli di aver fatto la scelta giusta, di non aver mai tradito le aspettative di chi ha creduto in noi.