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Grazie per nulla: sei anni di silenzi, veleni. Ora la resa politica

  Grazie, signor Sindaco. Grazie a tutta la nuova maggioranza. Grazie per tutte le volte in cui avete scelto di non ascoltare , preferendo l...

mercoledì 14 gennaio 2026

Grazie per nulla: sei anni di silenzi, veleni. Ora la resa politica

 


Grazie, signor Sindaco. Grazie a tutta la nuova maggioranza. Grazie per tutte le volte in cui avete scelto di non ascoltare, preferendo l’arroganza al confronto, l’ironia allo studio dei problemi, l’insulto al rispetto istituzionale. Una linea politica chiara: meno dialogo, più chiusura. Grazie per quando vi abbiamo chiesto di votare una mozione che denunciasse ENI per l’omessa bonifica, una responsabilità storica e morale verso questa città. Avete votato contro, voltando le spalle a Crotone e alla sua salute. Grazie anche per aver bocciato una mozione dal contenuto limpido e inequivocabile: liberare Crotone dai veleni. Anche lì, nessuna esitazione. Il vostro “no” ha parlato più di mille comunicati. Grazie per aver ostacolato un Consiglio comunale aperto, vero, partecipato, con cittadini e professionisti del settore, per discutere soluzioni concrete: messa in sicurezza definitiva, nuove ipotesi di bonifica, come la lavorazione in situ.

In quell’occasione non solo avete chiuso le porte alla città, ma avete trasformato un momento di democrazia in un esercizio di prepotenza politica. Grazie per aver sottovalutato il distretto energetico selvaggio che si sta abbattendo su Crotone, senza nemmeno il coraggio di porre un freno alle autorizzazioni rilasciate a ridosso del Sito di Interesse Nazionale più importante d’Italia. Un silenzio assordante, complice, irresponsabile. Grazie per aver votato contro una mia mozione che chiedeva una legge regionale di tutela ambientale per il Crotonese, come se difendere il territorio fosse un fastidio e non un dovere politico e morale. Grazie, infine, per non aver mosso un dito davanti alle modifiche al Piano regionale dei rifiuti, che avrebbero potuto offrire maggiori garanzie ambientali per il nostro territorio. Anche lì, silenzio. Anche lì, assenza. E un ultimo, amaro grazie. Sul deposito GNL, sui parchi eolici offshore, nessuna parola, nessuna posizione, nessun atto politico. Il dibattito l’ho portato io, da solo, con una mozione in Consiglio comunale.
Nessuna opposizione nemmeno all’ampliamento del parco eolico a terra, che sacrificherà ancora una volta la frazione Papanice, consegnata alle decisioni calate dall’alto.

E oggi?  Cosa succede davvero?

Succede che, dopo quasi sei anni di nulla, di promesse evaporate e cantieri mai partiti, l’unica “novità” è stato un accordo con ENI. Un accordo che, nei fatti, ha permesso a questa amministrazione di gestire l’attesa: qualche opera, poi, eventi, intrattenimento, feste e festini. Utile a tenere buoni tutti, non certo a risolvere i problemi. Poi arriva la beffa finale.
Eni Rewind fa e disfa, come Penelope: smonta la tela e blocca i lavori per il ritrovamento del Tenorm. Nessuna soluzione, solo il conto da pagare.
E, come sempre, non lo pagano il sindaco e la sua maggioranza, ma i cittadini, costretti a convivere con un’emergenza che oggi mette seriamente a rischio la salute pubblica. I cittadini, però hanno una sola arma di difesa: quella del voto! Spero che questa volta la sappiano usare.

Eni Rewind finge stupore, come se ignorasse la presenza di materiale radioattivo. E allora la domanda è inevitabile: a cosa sono serviti studi, carotaggi, analisi?
Ricerca scientifica o semplici giustificazioni  per prendere tempo? Il finale sembra scritto da un copione già visto: “Non ci resta che piangere”.
Ed è esattamente quello che fanno oggi il sindaco e il neo presidente della Provincia, protagonisti di un comunicato piagnucoloso e rinunciatario, in cui ammettono che non esiste alcuna soluzione immediata. Ma c’è un limite a tutto.
Dopo quasi sei anni di amministrazione non si può più chiedere ai cittadini di pazientare, di stare zitti, di evitare polemiche. Non si può invocare calma mentre il tempo passa, le responsabilità si accumulano e i rischi aumentano. Ancora? Davvero ancora? No. Questa non è più pazienza. È resa.
E i cittadini non possono essere chiamati, ancora una volta, a pagarne il prezzo. Come dice amaramente un nostro concittadino: la campanella è suonata, l’ora della ricreazione è finita.
Non è più tempo di rientrare in classe per imparare,  quello dovevate farlo prima. È semplicemente arrivato il momento di andare a casa.

 

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