Intanto Trump e Putin si stringono la mano: alla faccia nostra!
Ma chi fa davvero gli interessi dell’Italia? Né la destra né la sinistra. Ma vogliamo capirlo o no? Piano piano ci stanno portando via tutto. Da Paese che ha avuto un ruolo di primo piano nel mondo, forte di un patrimonio artistico e culturale invidiato da tutti, stiamo diventando sempre più marginali, più autorazzisti, maledicendoci sempre.
Ma la patria non deve essere amata? L’Italia, pur non essendo stata sempre unita nel corso della sua storia, è stata una grande potenza mondiale, come se Dio avesse dato un ruolo specifico a questa nazione. E quando parlo di potenza, non mi riferisco soltanto alle conquiste dell’Impero romano o imprese militari, ma soprattutto al fatto che l’Italia è stata, ed è ancora, una delle culle della cultura mondiale. Una volta eravamo veramente la culla del cristianesimo nel mondo, oggi invece prevalgono idee di falsi profeti laici e religiosi
Perché non dovrei amare l’Italia? Perché dovremmo svendere i nostri valori, compresi quelli religiosi, soprattutto di fronte a ideologie oscurantiste che, in nome di Dio, finiscono per calpestare i diritti umani?
Torniamo alla destra e alla sinistra italiane. Quando capiremo che questi partiti, troppo spesso, sembrano più interessati a rispondere alle logiche dei poteri forti che a difendere gli interessi nazionali? È un fenomeno che, a mio avviso, va avanti da circa trent’anni: mentre i cittadini si dividono e si scontrano, gran parte della nostra classe politica ha progressivamente indebolito il ruolo dell’Italia, sacrificandone l’autonomia e gli interessi.
Eravamo in rapporti di collaborazione con la Russia di Putin, dalla quale acquistavamo gas a prezzi che contribuivano a sostenere il nostro sistema produttivo e lo sviluppo del Paese. Avevamo anche rapporti economici con la Libia di Gheddafi, dai quali traevamo vantaggi in termini di approvvigionamento energetico e di altre risorse. Poi Gheddafi è stato rovesciato e ucciso, in un contesto internazionale nel quale anche l’Italia ha avuto un ruolo controverso. Ma perché ci facciamo male da soli?
Oggi, invece, ci ritroviamo in una posizione difficile: non riusciamo a esprimere fino in fondo una politica estera autonoma, né nei rapporti con gli Stati Uniti né in quelli con la Russia, e rischiamo di perdere peso anche nei confronti di altre aree del mondo. Ma perché siamo diventati nemici della Rusdia e finanziamo la guerra in Ucraina guidata da un patetico guerrafondaio?
Pensiamo soprattutto al Mediterraneo, una regione strategica per la nostra sicurezza, la nostra economia e il nostro futuro. Per posizione geografica, storia e interessi economici, l’Italia dovrebbe avere un ruolo centrale nelle dinamiche mediterranee, anziché limitarsi a inseguire le decisioni altrui. Un tempo i nostri politici avevano un ruolo importante nel mediterraneo.
Eppure, noi cittadini continuiamo a dividerci tra destra e sinistra, alimentando un clima di scontro e di tifoseria che impedisce qualsiasi confronto serio. Nel frattempo, ci dimentichiamo della questione fondamentale: chi sta davvero difendendo gli interessi del nostro Paese? La politica dovrebbe servire l’Italia, non servirsi dell’Italia. Dovrebbe tutelare il lavoro, le imprese, le risorse, la cultura, la sovranità e la dignità del nostro popolo. L’amore per la patria non dovrebbe appartenere né alla destra né alla sinistra: dovrebbe essere un valore condiviso da tutti. Perché, prima di essere di destra o di sinistra, siamo italiani. E l’Italia merita una classe politica che la rispetti, la difenda e la rappresenti davvero e non questi sprovveduti. Intanto, Trump e Putin si stringono la mano, come si dice: alla faccia nostra!
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