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  Oggi, 7 ottobre, è una data importante soprattutto per i cattolici: si celebra la Madonna del Rosario, una ricorrenza profondamente legata...

martedì 15 giugno 2021

OSPEDALE Di CROTONE, MENTRE I REPARTI CHIUDONO I VERTICI DELLA SANITA’ GIUSTIFICANO L’INGIUSTIFICABILE.









Dopo i vari dimensionamenti subiti dall'ospedale Civile di Crotone, ancora una volta continuano gli annunci di chiusura di alcuni reparti, l'ultimo dei quali riguarda quello di  Neonatologia. Ciò porterebbe alle famiglie altri gravi disagi in termini economici e sociali, considerate le condizioni in cui versa il territorio, in particolare il versante jonico, che in aggiunta di tante carenze infrastrutturali, come i trasporti e la viabilità, potrebbero farne le spese la salute dei neonati.

 Sull’ospedale di Crotone gravano già i pazienti degli altri ospedali minori avviati verso un inarrestabile ridimensionamento o chiusura (Cariati e San Giovanni in Fiore).

Non possiamo restare inermi, dobbiamo batterci per potenziare e non ridurre le specialità sanitarie dell’ospedale di Crotone, poiché il nosocomio pitagorico, pur contando su un personale efficiente e  qualificato non basta per placare la grave carenza e fermare la migrazione sanitaria, che fra l’altro, questa ha pesantemente influito sui bilanci in rosso delle ASP provinciali della regione.

A Crotone le chiusure sono sempre giustificate dalle seguenti motivazioni: “ manca il personale; pensionamenti e trasferimenti “. Un'altra, che spesso si sente: "I vincitori di concorsi abbandonano il nosocomio di Crotone per prestare servizio altrove”. Ma s’è così, mi domando: perché non si indicono  concorsi con l’obbligo ai vincitori di restare a Crotone? Quanto meno sopperire in questi periodi di grandi carenze e necessità. Lo trovo assurdo! Non è un motivo valido, che per mancanza di personale chiuda un intero reparto, semmai la chiusura dovrebbe determinarla qualora non vi sia utenza. Ma allora che ci fanno i rappresentanti istituzionali di competenza? Cosa fa la politica? Si tenta di giustificare ciò che è ingiustificabile.

 Da Consigliere Comunale terrò alta l’attenzione, finchè non si trovano tutte le possibili soluzioni. Un ulteriore depotenziamento significa il fallimento di un’altra struttura pubblica, visto che a Crotone ogni anno si perdono importanti realtà. Significa anche penalizzare le popolazione della Provincia crotonese e gran parte del versante jonico cosentino, già profondamente colpite dai tagli su tutti i settori economici, produttivi e infrastrutturali.

 Mi appello a tutte le forze politiche, affinchè si agisca nell’immediato, contro ogni tentativo di calpestare il diritto alla salute, i fatti ci mostrano, che nel giro di un triennio hanno cessato dal servizio un centinaio circa tra medici, personale infermieristico e amministrativo, sostituiti solo in parte, poiché bisogna adeguarsi agli interminabile piani di rientro e dalle voragini dei disavanzi nel settore sanitario. 

giovedì 10 giugno 2021

SE DE MAGISTRIS IN CALABRIA NON DARA’ UNA SVOLTA TRASVERSALE, ANCHE EQUITA’ TERRITORIALE FARA’ UN BUCO NELL’ACQUA.

Da alcuni mesi ho aderito al Movimento 24 agosto di Pino Aprile, “ Equità Territoriale”, con tanto di convinzione, tante persone serie, per bene e soprattutto, perché il Movimento è da sempre impegnato per il recupero e la diffusione di dati veritieri sul divario Nord-Sud, che prima dell'Unità d’ Italia erano praticamente inesistenti, una storia che sembra camuffata. Equità Territoriale oggi ha il merito di essere l’unica organizzazione per far emergere questa grave situazione nazionale, ha le carte in regola per continuare le battaglie contro un sistema che di fatto ha creato due paesi: uno all’avanguardia, ricco di investimenti ed infrastrutture; l’altro arretrato, con la tendenza verso un continuo e cinico impoverimento. In tutto questo c’è anche la complicità di parlamentari meridionali disposti sempre a vendersi l’anima e a cedere su tutto, ignorando la vera equità, lasciando indirizzare sproporzionatamente risorse nazionali nelle regioni del Nord Italia.
Il Sud, sempre messo ai margini, con i problemi annosi di sempre, la malavita, che prosciuga e tiene in ostaggio il Meridione e che ormai ha trovato nel Nord Italia una ricca valvola di sfogo. Un’assurdità che non esiste in nessun paese al mondo.
In Calabria vorrei dare pieno appoggio al Movimento di Pino Aprile, poiché fin dall’inizio ha offerto il sostegno alla candidatura alla presidenza della Regione Calabria al sindaco di Napoli, nonché ex magistrato della Procura di Catanzaro. Ho pensato: chi meglio di una persona di legge può combattere la prepotente organizzazione criminale? La ‘ndrangheta in Calabria è il male assoluto, un fenomeno sottovaluto e snobbato dalla politica; quest’ultima, spesso, “sguazza” anche attorno.
Ci sono politici che non parlano più di ‘ndrangheta. E come se questa dovesse restare al proprio posto e decidere sempre le sorti di questa regione.
Insomma, De Magistris potrebbe portare nuova linfa a sostegno anche del lavoro svolto da Nicola Gratteri, più volte isolato dalle forze politiche, le quali non hanno mai preso posizione, lasciando che vincessero sempre pezzi di Stato corrotti, che a tutti i costi tentano di strangolare importanti inchieste giudiziarie. Avrei visto comunque un De Magistris aperto a tutti, a patto che venisse coinvolta gente a modo, di destra e di sinistra, persone che mettono a primo posto la legalità. Si, perché in Calabria il problema non è altro che la legalità!
Vorrei un De Magistris che si tenesse lontano dai vecchi volponi della politica, da gente che ha non pochi scheletri negli armadi, da persone che hanno dimostrato nel passato di non operare per il bene della regione.
Se non partiamo dalla legalità, facciamo un buco nell’acqua e chi ne avrà la peggiore potrà essere proprio Equità Territoriale, poiché è un Movimento sano e limpido, che conduce giuste e onorevoli battaglie. Ci vuole un’alleanza per la Calabria, ma non necessariamente accordandosi con partiti e persone appartenenti ad un sistema che ha dimostrato non volere bene a questa terra. Non possiamo ignorare che la ‘ndrangheta opera come una grande holding, capace di fare un fatturato che supera il miliardo di euro al mese, con più di 60mila dipendenti e tante basi operative in diversi Stati del mondo. Pertanto, la mafia calabrese, grazie alla complicità dei poteri forti è annidata nelle istituzioni pubbliche, in quella zona fatta da persone apparentemente limpide e linde, i cosiddetti “colletti bianchi”. E noi che facciamo? Continueremo così?
Questo status quo sussiste perché la mafia calabrese non si contrappone allo Stato, ma si annida al suo interno. Se De Magistris, assumerà le stesse logiche dei partiti tradizionali, non resta che rassegnarsi ad un destino che ormai assume sempre più i tratti dell'irreversibilità. A questo punto mi domando: con tutto il rispetto e la stima per De Magistris, ma, se così è, abbiamo veramente bisogno di candidare un magistrato?

sabato 5 giugno 2021

ANCHE IL CRISTO SACRAMENTATO NON PASSA PIU’ PER LE NOSTRE STRADE. DOPO 800 ANNI.

 

Da cattolico praticante desidero esprimere il mio cruccio nei confronti  di coloro i quali sono ai vertici della Chiesa, che in questi ultimi anni, mi pare sempre più luterana che cattolica, lontana dalla bimillenaria tradizione. Il mio è solo un pensiero, non è un giudizio, mi guardo bene! Una testimonianza di un credente rivolta ai pastori di questo gregge, il quale appare sempre più disgregato, disperato e disperso. Non ci accorgiamo che la pietra angolare che i costruttori di case ponevano negli angoli delle costruzioni, è venuta meno, quella adatta a questo scopo non c’è più, e pare che nessuno se ne preoccupi.  Nella nostra Chiesa sta mancando la pietra adatta per la costruzione solida della nostra fede, Cristo è la pietra angolare della Chiesa.

Sembra che i nuovi costruttori la scartino, forse perché non si riconoscono più le caratteristiche. Eppure è Cristo la pietra angolare su cui Dio fonda l'adempimento della sua promessa, la libertà, la redenzione e il suo Regno. Di fronte a Lui non c’è pandemia che tenga, non c’è il male assoluto, ma la speranza. Solo la potenza di Dio potrà salvarci.
Gesù stesso ci ha insegnato il senso della sua esperienza di fede in uno dei momenti più duri. Proprio nel momento in cui versava il suo sangue, circondato dai nemici, dall'autorità e dal popolo, egli non ha perso la sua fede, ha proclamato la sua fiducia in Dio. E noi cosa stiamo facendo?

No, non posso accettare questa situazione, oggi nelle nostre chiese al posto dell’acquasantiera c’è il disinfettante, prosciugata dalla nostra poca fede, quando invece ci è stato insegnato che l’acqua benedetta è purificatrice, lo stesso Gesù per la prima benedizione ha adoperato le acque, attraverso le quali toglieva il peccato originale. Gli ebrei ne facevano uso ancora prima, imponendo l’acqua a ogni partecipante di una cerimonia sacra. Quindi, che facciamo? Non crediamo più alla purificazione? Non siamo più cattolici, che cosa stiamo diventando ?

In Chiesa non c’è più il segno di pace. Si, perché con la stretta di mano o l’abbraccio si trasmette il virus, ma oggi in chiesa è dismesso anche il segno di pace a distanza. E’ stato totalmente abolito? Ci è stato insegnato che Gesù e il nostro liberatore, abbiamo sperimentato che la vita di Gesù è morte e risurrezione, abbiamo sempre fatto parte della vita di ogni cristiano, abbiamo proclamato la divinità di Gesù Cristo e lo abbiamo considerato l’unica fonte della nostra salvezza per sconfiggere ogni male, curatore della nostra anima e del nostro corpo.

 Noi che ci sforziamo da sempre affinché possiamo mettere in pratica i Suoi insegnamenti e attendiamo con ansia il tempo in cui Egli verrà di nuovo su questa terra a governare e regnare come Re dei re e Signore dei signori. E se fossero questi i tempi della sua venuta? Se da un momento all’altro si verificasse l’evento? Che cosa diremmo? Che abbiamo confidato nell’uomo?  

Voglio ancora una chiesa, dalla quale si possa uscire, rinnovati, con lo spirito di Dio: gioiosi, festosi, amorosi e benevoli, e non il contrario. Il contrario viene dal maligno. E allora da chi dobbiamo avere fiducia: Da nostro Signore o dal maligno? Abbiamo sperimentato che Gesù è amore, ci ama e cura di ognuno di noi. Egli è nostro Signore, nostro Maestro e Salvatore, nostro Redentore, egli Dio.

Non facciamo più feste in onore dei nostri santi e della beata Vergine Maria, nessuna processione, neanche prendendo le giuste precauzioni e girasse da solo il santo per le vie cittadine, niente di spirituale, sembra che nessuno potrà più affidarsi a Dio, ma solo all’uomo, ci hanno tolto anche la festa del Corpus Domini, dopo 800 anni sembra venuta la fine.

Nei paesi, nella città, in tutta Europa, come antica tradizione, per questo giorno si allestivano gli “altarini” con candide stoffe e tanti fiori, nell’itinerario erano previste soste nei luoghi di rilevanza religiosa, e non solo, si benediceva il popolo, si facevano omaggi al SS. Sacramento, con canti, discorsi, profumati fiori, fra cui tante margherite nel colore giallo, odorosissime e abbondante lungo le strade s’infioravano di petali coprendo il selciato con veri tappeti, immagini e ornamenti, spesso disegnati e realizzati con vera arte. Spero che ci ravvediamo e cominciamo a pensare che l’unico Salvatore del mondo è solo uno: nostro Signore  Gesù Cristo.

 

venerdì 4 giugno 2021

LA FICTION DI RINO GAETANO NON RISPECCHIA L’UMILE ARTISTA CROTONESE. ALTRE VERITA' NASCOSTE.

Sarà perché sono trascorsi ben 40 anni dalla morte del grande cantautore crotonese, ma questo personaggio circola sempre di più nella mia mente. Una persona umile, che amava la propria gente. I suoi testi parlano e raccontano la realtà di un tempo: l’ingiustizia di ieri, oggi e domani, di un’Italia sempre in mano ai forti e ai potenti, di un sud, della sua Calabria. Tanta ingiustizia, fino ai tempi di oggi, l’ultima è la fiction a lui dedicata, che io ho visto per la prima volta su Rai 1 nella serata del 2 giugno in “Ma il cielo è sempre più blu” che, l’emittente ha riproposto in occasione dei 40 anni dalla morte dell’artista.

Il personaggio è stato interpretato da Claudio Santamaria che, a suo dire, ha voluto sottolineare come uno dei grandi meriti della fiction sia stato portare al grande pubblico il lato poetico di Rino, cioè l’aspetto più profondo e doloroso dell’emigrante. Da un punto di vista l’attore ha senz’altro ragione, ma a mio parere, la fiction non rispecchia totalmente la realtà, esce l’immagine di una persona un po’ sregolata, stravagante e che fa uso di alcool, attraverso il quale si comporta da persona poca seria ed instabile, lasciato da tutti. Rino Gaetano non era questo! Sembra un modo per ricondurlo ad un’altra personalità, ancora dopo 40 anni non si scopre la verità assoluta di questo uomo, rimane sempre tutto nel mistero.
Anche i rapporti familiari non corrispondono alla verità, la madre che parla un dialetto non crotonese, sembra che gli autori non abbiano avuto approccio neanche con la propria famiglia, presentono un padre burbero, che odiava la nuova carriera di Rino, un padre padrone calabrese, mentre il tutto non rispecchia la realtà, solo la foto pubblicata è esplicativa (Rinu e Micu), si vede Rino quanto potesse amare il padre e quest’ultimo quanto sembra orgoglioso del suo ragazzo. Forse sbaglio, ma a me il film è apparso fuorviante, non è piaciuto.

sabato 22 maggio 2021

ARRIVA UNA NUOVA FIGURA: IL COVID MANAGER, PRATICAMENTE VACCINATI E FREGATI.

 


Se un tempo chiedevo al Signore un giorno in più di vita, oggi gliene chiederei qualcuno in meno, no perché io non ami la vita, al contrario: io l'adoro. L'insidia mondialista colpisce come una mannaia ciò che è stato costruito, dove tutto sembra vano, ciò che i nostri padri hanno costruito, vani sono i loro sacrifici, vane sono le loro battaglie per averci regalato la libertà.

Dopo la pandemia, i vaccini, nel mondo, non cambierà nulla. Si continuerà a vivere chiusi, anzi, oggi ancor di più:  in Italia ci sarà il  "Covid manager", una nuova figura professionale che dovrà vigilare, durante gli eventi ed i matrimoni, le norme previste dal governo, ma chi sono i partiti che le hanno votato senza chiedere ai propri elettori? Questa non è democrazia, è dittatura.

Saranno i nuovi manager che diranno quando abbassare o alzare la mascherina, verificheranno le distanze da un soggetto all'altro ecc, magari in un matrimonio qualcuno gli regalerà pure la mancia per chiudere un occhio.

Chi ci ha ridotti in questo stato? Non siamo stati vaccinati?

Mi sembra che arrivano tempi peggio del passato, altro che fascismo!

Non credo che l'uomo di oggi aiuterà l'umanità, lungi da me sperarci. Continuerò a confidare in nostro Signore, ora, neanche più ai suoi ministri, tendendo ad adempiere le sacre scritture: "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo, che pone nella carne il suo sostegno e dal Signore si allontana il suo cuore". Geremia 17,5.

giovedì 6 maggio 2021

Nel Consiglio Comunale del 30 aprile scorso, il giovane consigliere Domenico Lo Guarro, fa andare in escandescenza l’opposizione dell’organo comunale, con una semplice pregiudiziale sulla mozione della minoranza. La mozione presentata nel Consiglio del 30 aprile è rivolta alla Giunta, al dirigente di settore preposto e al Segretario Comunale, per quanto di loro competenza, affinchè richiamino un dirigente comunale al rispetto delle prerogative della IV^ commissione consiliare, di fornire ogni chiesta documentazione concernente la progettualità “Antica Kroton”.  Una richiesta palesemente inammissibile non tanto per la richiesta di accesso agli atti ma per la violazione dell’art. 32 del regolamento dell’ente per il funzionamento del Consiglio. 
D’altronde, il richiamo ai doveri istituzionali nei confronti dei dipendenti spetta agli organi preposti ai procedimenti disciplinari e non al Consiglio Comunale; ancor di più la richiesta della documentazione concernente la progettualità rientra nei poteri di accesso dei singoli consiglieri comunali, laddove non fosse garantito, gli stessi procederebbero secondo i canoni stabiliti dalla legge. Ecco perché nella votazione in aula, la maggioranza ha legittimamente respinto la mozione. La polemica continua come un disco rotto e si addita spesso la maggioranza di immobilismo: “insensibile alle problematiche cittadine“, come se fosse un’amministrazione che non è “né carne né pesce”; “estremista e antidemocratica“, dimenticando che è quella che in ogni assise lascia parlare più di due terzi a quei consiglieri che hanno sempre da dire e da obiettare su ogni punto dell’ordine del giorno. 
L'amministrazione è la stessa che subisce astiose critiche su tutti i Social e i mezzi di comunicazioni locali; la stessa che consente di coprire, ai propri membri, ruoli di presidenze e vice presidenze nelle varie commissioni consiliari; la stessa che non ha mai posto limiti alle commissioni per discutere, almeno per una decina di volte, sull’argomento "Antica Kroton". Così antidemocratici che, nonostante le pregiudiziali non prevedano discussioni, è stato consentito alla minoranza di parlare nella stessa seduta con toni accesi, fino al punto di alzarsi in piedi e abbandonare l’aula in segno di protesta. Quella minoranza che, però, non dice che la sua è consuetudine, oramai solita a sgambettare dalla sala consigliare, soprattutto quando si tratta di deliberare argomenti scottanti.  Lo scrivente in questa situazione, non ci sta più! E’ troppo il fango che viene gettato in questi giorni a persone di buona volontà, che hanno amorevolmente preso l’impegno per amministrare questa città. Crotone ha bisogno di collaborazione e buon senso non di ostruzionismo. Si può essere definiti antidemocratici qualora in Consiglio sia presentata una pregiudiziale? La minoranza neanche questa comprende! Fra l’altro, l’opposizione e alcuni Social, pare che abbiano avviato una vera e propria campagna di strumentalizzazione, come se la pregiudiziale fosse un impedimento alla discussione sull’Antica Kroton! Ma la realtà è tutt’altra. Cosa c’è di antidemocratico? 
Sulla scia di ulteriori polemiche, che tuttora non si placano, appare sempre di più strumentale e pretestuoso. Dopo tutte queste inutili polemiche lo scrivente,  vuole esprimere il proprio parere sulle modulazioni del progetto Antica Kroton, è pronto a controbattere ed è disponibile anche al confronto in ogni luogo,  dibatterne in tutte le sedi opportune, soprattutto con quelli che per lunghissimo tempo sono stati come dei latitanti da questa città, che hanno lasciato il progetto per ben più di un decennio alla deriva, ignorando quasi l’esistenza, solo con l’amministrazione Voce si fa alta la cosiddetta “gangareddra”, proprio ora che il progetto sta giungendo alla scadenza, mancano poco più di 18 mesi al termine, tutti hanno da criticare e financo da insultare, con il serio rischio di mandate tutto in aria. Il silenzio assoluto, c’è stato quando sul sito dell’ Antica Kroton sono stati spesi ben 200.000,00 euro per la recinzione in ferro e poi smontata pezzo dopo pezzo da ignoti, insieme alla “ prima pietra” di inaugurazione, un mattone con la scritta “Antica Kroton” i ladri non hanno lasciato traccia. Danaro perso in partenza da sottratto al contributo dei 100  milioni di euro (fondi per il Sud) concessi a Crotone sotto il governo Berlusconi, di quei fondi si sono poi perse tracce altri ben 35 milioni di euro, utilizzati dalla regione per tappare i buchi della sanità e del trasporto regionale. Come mai allora nessuno ha fatto la voce grossa? Dallo stesso progetto sono stati sottratti altri 110.000,00 per organizzare la festa di inaugurazione, non  pare che qualcuno si sia mai scandalizzato. 
E ancora più inquietante è la realizzazione del sito archeologico in via Napoli, alle spalle del Municipio, nei sotterranei dell’edificio della sede della Direzione dell’ex Banca Popolare, oggi Bper, chiuso e mai reso fruibile, ignorato da tutti, anche i passanti che attraversano il sito nessuno si accorge dell’esistenza di un bene archeologico, anzi, si confonde con il caveax della banca. E anche in questo, dove sono stati gli affezionati dell’Antica Kroton?  Quelli che sono contro la rimodulazione del progetto sono gli stessi che hanno visto piccole aree nel centro cittadino, con necropoli romane ed altri imponenti strutture greche, abbandonati e interrati, alcuni dei quali ricoperti di cemento, che si sono aggiunti al cantiere Gravina, scavo risalenti ai primi anni ’80; Fondo Gesù (Terminal Romano); via Telesio (sede Inps) scavo iniziato nel 1995 e subito dopo ricoperto, importantissimo per la tipologia abitativa del IV sec.; stadio Ezio Scida di fine anni ’70,  tutto interrato e occupato dalla struttura amovibile della tanta discussa tribuna coperta e asfaltato con spazio mercatale; nella stessa aerea, all’interno dello stadio, probabilmente area sacra con ritrovamento di colonne di arenaria; sotto il palazzo Foti, il sito è un vero e proprio immondezzaio e altri edifici condominiali; area ospedale, scavo eseguito tra il 1993 e il 1997 che ha portato alla luce un quartiere greco importantissimo per la topografia della polis, oggi in totale abbandono; ancora area ospedale, sotto il padiglione del reparto di Microcitemia, scavo del 1992, ha messo in luce un importante quartiere abitativo- artigianale (VII- VI secc.), attualmente è parcheggio delle auto dell’Asp e dei dipendenti; Via dei Greci una necropoli rinterrata e coperta da un moderno edificio destinato a struttura sanitaria. Certo, si può essere contro la rimodulazione, ma non si può essere nello stesso tempo ciechi sugli scavi realizzati nel passato, abbandonati e rinterrati, sotto la totale incuria e indifferenza di tutti, oggi che si è giunti al limite della scadenza del progetto, non bisogna più perdere tempo, sarebbe opportuno, lavorare tutti insieme, mediante critiche costruttive, con una sola finalità: il bene di Crotone. Abbandonare ogni logica della vecchia politica, la quale per troppo tempo ha dominato e distrutto questa meravigliosa città e ha cancellato il futuro dei nostri figli.

 

 

 

lunedì 3 maggio 2021

DOV' È ’DIO? … E TU DOVE SEI?


Dov’è Dio? A questa domanda, posta da una persona poco credente, il compianto Gino Scalise rispose: “… E tu dove sei?”. D’allora il messaggio mi aleggia sempre nelle orecchie, come se fosse stato rivolto a me (il chicco di grano dopo la semina germoglia). D’altronde questa domanda oggi è diventata una delle più ricorrenti, ancor di più in questo periodo. Non riguarda solo gli agnostici e i meno credenti, ma anche coloro che la domenica si recano in Chiesa e fanno la comunione. In un mondo che sembra che vada tutto a rotoli, dove le gente è distanziata e non riesce più a incontrarsi, i dubbi aumentano, ma mai ci domandiamo cosa noi ne abbiamo fatto del nostro Dio. E’ Dio che si è allontanato dall’ uomo o è l’uomo che si è allontanato da Dio? Si parla di nostro Signore, dando per scontato che esista per servirci, quando invece siamo noi a dover servire Lui. Le guerre, le tribolazioni la pandemia è un male di Dio, o è l’uomo causa dei propri mali? Le risposte potrebbero essere esaudite qualora si apra verso una sincera conversione, la preghiera unico rapporto esclusivo con Dio, attraverso la quale, l’uomo può spostare anche le montagne. Così è stato scritto. Ci vuole veramente fede!