CRISTIANA RIZZUTO DI SCANDALE CERVELLONE DI INGEGNERIA BIOMEDICA
Cristiana Rizzuto di Scandale, studentessa presso l’Università di Bologna, alla facoltà d’ingegneria biomedica, in fase di chiusura del suo corso di laurea, fa emergere il proprio talento, ampliando costantemente la sua passione allo studio delle materie che lei eccellentemente supera. Cristiana riesce a integrare con efficacia la multidisciplinarietà che caratterizza la facoltà stessa: medicina e ingegneria. L’ingegneria biomedica traduce gli organi umani complessi come il cuore o il cervello in migliaia di equazioni matematiche e milioni di punti di dati, che vengono poi eseguiti come ricostruzioni al computer, attraverso le quali è possibile avere una simulazione degli organi in tutte le funzioni. Lo studio si applica anche per la produzione di nuovi organi, tessuti, arti artificiali, ginocchia e lo sviluppo delle tecnologie wireless che consentirà ai pazienti e ai medici di comunicare da grandi distanze. Cristiana dall’Università di Bologna mostra grande propensione, si applica in ogni momento della giornata e focalizza lo sviluppo di tecnologie, si appassiona all’esercizio perché lei vuole migliorare la vita delle persone.
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martedì 20 novembre 2018
domenica 18 novembre 2018
UNA DIRIGENTE SCOLASTICA DECIDE DI SOPPRIMERE A SCUOLA LE TRADIZIONALI RECITE NATALIZIE PER RISPETTO DELLE ALTRE FEDI.
Quest'anno in una scuola di Terni non si eseguono le recite natalizie, dunque, senza addobbi e immagini nel periodo della nascita di Nostro Signore Gesù Cristo.
Una dirigente scolastico ritiene che impegnare gli alunni in una tale interpretazione potrebbe "disturbare le diverse culture religiose presenti nell'istituto", però, non si preoccupa che in ogni caso la scelta è sempre oggetto di critiche e diatribe, che disturberanno tanti italiani e la cultura cui essi appartengono.
La nostra fede ci ha insegnato di festeggiare la nascita di un Salvatore, pertanto, ritengo, che le religioni dovranno avere l’abilità di far comprendere agli scolari che la nascita di un bimbo è sempre motivo di gioia e gaiezza, la celebrazione a scuola è un inno alla vita.
La nostra fede ci ha insegnato di festeggiare la nascita di un Salvatore, pertanto, ritengo, che le religioni dovranno avere l’abilità di far comprendere agli scolari che la nascita di un bimbo è sempre motivo di gioia e gaiezza, la celebrazione a scuola è un inno alla vita.
giovedì 15 novembre 2018
MULTE SALATE
SULLE NOSTRE STRADE A GROVIERA, INCASSI RECORD DEI COMUNI
-Enti preoccupati per la sicurezza dei
cittadini, ma anche per rimpinguare le casse comunali.-
Nel percorrere
in un mese due volte le nostre orribili strade del versante ionico, verso nord,
ho commesso due infrazioni senza neanche accorgermene, con tanto di multe e
sottrazione di punti dalla patente di guida, in sostanza viaggiando in quella
direzione bisogna fare particolare attenzione poiché è quasi certo che ogni
spostamento può costare una multa salata.
Dopo 35 anni di guida prudente e sempre disciplinata, attenta al Codice della
strada, un comune della nostra zona riesce con facilità a farla franca : “
fregarti “. Apprezzo e ammiro l’ente che è preoccupato della sicurezza dei
cittadini, attento all’ incolumità, che sappia adottare con raffinatezza ogni
misura finalizzata all’educazione dei mal disciplinati automobilisti.
Nello
stesso tempo, però, l’efficienza e la solerzia è accompagnata dalla tanta
sciattezza e insensibilità sulla prevenzione e sui minimi interventi
manutentivi della viabilità. Attraversando la S.S. 106 ionica durante un
viaggio diretto in Puglia, in alcune tratte comunali, tra Calabria e
Basilicata, si presentano mal ridotte e non curate, senza strisce e parapetti,
groviera, inesistente illuminazione nelle ore serali, ma nello stesso tempo,
però, sono attrezzate di telecamere, tutor, impianti spesso improvvisati che
colgono di sorpresa gli autisti da indurli, loro malgrado, a regolare la
velocità del veicolo con improvvise frenate. All’autista incombe la strana
sensazione di sentirsi come preda inseguita dai cacciatori per la cattura al
cinghiale.
Nei miei due viaggi ho superato tutti gli strumenti di sicurezza, ma durante la
traversata di un comune (al momento non faccio nome), la strada si presenta
fornita di apparecchiatura non di nuova generazione, a mio avviso, anche
ingannevole dai colori delle luci emesse dai semafori, dove è facile rimanere
su quel suolo confusi a rischio di pagarla veramente tanta cara.Io sono stato
sanzionato per due volte consecutive, tanto di verbali recapitati al 50esimo
giorno a casa con puntualità svizzera, come si dice in gergo: “ cunzati
ppi ri festi “, ho pagato subito, prima che scattino ulteriori sanzioni, entro
5 giorni, altrimenti si è gravati di un aumento automatico pari al 30% .
E’ giusto pagare, ho sorvolato anche a far valere le mie presunte ragioni, ma
rimane il fatto che questi solerti si arricchiscono, lievitano i loro bilanci,
mentre la gente subisce, frustata e umiliata, ancor di più il lavoratore che
parte per guadagnarsi la sporadica giornata lavorativa, rischia di lasciare il
ricavato nelle casse di quell’ente, il quale quest’ultimo non utilizzerà mai
gli introiti per il miglioramento della circolazione, ma per soddisfare altri
bisogni, forse per probabili fini politici.Così dalle nostre parti gli enti
fanno incassi da record e i cittadini in cambio non ricevono nulla, né interventi
di manutenzione e prevenzione, ma solo danno e beffa, le quali questi,
camminano egregiamente di pari passo.
[iginio Pingitore]
MULTE SALATE
SULLE NOSTRE STRADE A GROVIERA, INCASSI RECORD DEI COMUNI
-Enti preoccupati per la sicurezza dei
cittadini, ma anche per rimpinguare le casse comunali.-
Nel percorrere
in un mese due volte le nostre orribili strade del versante ionico, verso nord,
ho commesso due infrazioni senza neanche accorgermene, con tanto di multe e
sottrazione di punti dalla patente di guida, in sostanza viaggiando in quella
direzione bisogna fare particolare attenzione poiché è quasi certo che ogni
spostamento può costare una multa salata.
Dopo 35 anni di guida prudente e sempre disciplinata, attenta al Codice della
strada, un comune della nostra zona riesce con facilità a farla franca : “
fregarti “. Apprezzo e ammiro l’ente che è preoccupato della sicurezza dei
cittadini, attento all’ incolumità, che sappia adottare con raffinatezza ogni
misura finalizzata all’educazione dei mal disciplinati automobilisti.
Nello
stesso tempo, però, l’efficienza e la solerzia è accompagnata dalla tanta
sciattezza e insensibilità sulla prevenzione e sui minimi interventi
manutentivi della viabilità. Attraversando la S.S. 106 ionica durante un
viaggio diretto in Puglia, in alcune tratte comunali, tra Calabria e
Basilicata, si presentano mal ridotte e non curate, senza strisce e parapetti,
groviera, inesistente illuminazione nelle ore serali, ma nello stesso tempo,
però, sono attrezzate di telecamere, tutor, impianti spesso improvvisati che
colgono di sorpresa gli autisti da indurli, loro malgrado, a regolare la
velocità del veicolo con improvvise frenate. All’autista incombe la strana
sensazione di sentirsi come preda inseguita dai cacciatori per la cattura al
cinghiale.
Nei miei due viaggi ho superato tutti gli strumenti di sicurezza, ma durante la
traversata di un comune (al momento non faccio nome), la strada si presenta
fornita di apparecchiatura non di nuova generazione, a mio avviso, anche
ingannevole dai colori delle luci emesse dai semafori, dove è facile rimanere
su quel suolo confusi a rischio di pagarla veramente tanta cara.Io sono stato
sanzionato per due volte consecutive, tanto di verbali recapitati al 50esimo
giorno a casa con puntualità svizzera, come si dice in gergo: “ cunzati
ppi ri festi “, ho pagato subito, prima che scattino ulteriori sanzioni, entro
5 giorni, altrimenti si è gravati di un aumento automatico pari al 30% .
E’ giusto pagare, ho sorvolato anche a far valere le mie presunte ragioni, ma
rimane il fatto che questi solerti si arricchiscono, lievitano i loro bilanci,
mentre la gente subisce, frustata e umiliata, ancor di più il lavoratore che
parte per guadagnarsi la sporadica giornata lavorativa, rischia di lasciare il
ricavato nelle casse di quell’ente, il quale quest’ultimo non utilizzerà mai
gli introiti per il miglioramento della circolazione, ma per soddisfare altri
bisogni, forse per probabili fini politici.Così dalle nostre parti gli enti
fanno incassi da record e i cittadini in cambio non ricevono nulla, né interventi
di manutenzione e prevenzione, ma solo danno e beffa, le quali questi,
camminano egregiamente di pari passo.
[iginio Pingitore]
-Enti preoccupati per la sicurezza dei cittadini, ma anche per rimpinguare le casse comunali.-
Nel percorrere in un mese due volte le nostre orribili strade del versante ionico, verso nord, ho commesso due infrazioni senza neanche accorgermene, con tanto di multe e sottrazione di punti dalla patente di guida, in sostanza viaggiando in quella direzione bisogna fare particolare attenzione poiché è quasi certo che ogni spostamento può costare una multa salata.
Dopo 35 anni di guida prudente e sempre disciplinata, attenta al Codice della strada, un comune della nostra zona riesce con facilità a farla franca : “ fregarti “. Apprezzo e ammiro l’ente che è preoccupato della sicurezza dei cittadini, attento all’ incolumità, che sappia adottare con raffinatezza ogni misura finalizzata all’educazione dei mal disciplinati automobilisti.
Nello stesso tempo, però, l’efficienza e la solerzia è accompagnata dalla tanta sciattezza e insensibilità sulla prevenzione e sui minimi interventi manutentivi della viabilità. Attraversando la S.S. 106 ionica durante un viaggio diretto in Puglia, in alcune tratte comunali, tra Calabria e Basilicata, si presentano mal ridotte e non curate, senza strisce e parapetti, groviera, inesistente illuminazione nelle ore serali, ma nello stesso tempo, però, sono attrezzate di telecamere, tutor, impianti spesso improvvisati che colgono di sorpresa gli autisti da indurli, loro malgrado, a regolare la velocità del veicolo con improvvise frenate. All’autista incombe la strana sensazione di sentirsi come preda inseguita dai cacciatori per la cattura al cinghiale.
Nei miei due viaggi ho superato tutti gli strumenti di sicurezza, ma durante la traversata di un comune (al momento non faccio nome), la strada si presenta fornita di apparecchiatura non di nuova generazione, a mio avviso, anche ingannevole dai colori delle luci emesse dai semafori, dove è facile rimanere su quel suolo confusi a rischio di pagarla veramente tanta cara.Io sono stato sanzionato per due volte consecutive, tanto di verbali recapitati al 50esimo giorno a casa con puntualità svizzera, come si dice in gergo: “ cunzati ppi ri festi “, ho pagato subito, prima che scattino ulteriori sanzioni, entro 5 giorni, altrimenti si è gravati di un aumento automatico pari al 30% .
E’ giusto pagare, ho sorvolato anche a far valere le mie presunte ragioni, ma rimane il fatto che questi solerti si arricchiscono, lievitano i loro bilanci, mentre la gente subisce, frustata e umiliata, ancor di più il lavoratore che parte per guadagnarsi la sporadica giornata lavorativa, rischia di lasciare il ricavato nelle casse di quell’ente, il quale quest’ultimo non utilizzerà mai gli introiti per il miglioramento della circolazione, ma per soddisfare altri bisogni, forse per probabili fini politici.Così dalle nostre parti gli enti fanno incassi da record e i cittadini in cambio non ricevono nulla, né interventi di manutenzione e prevenzione, ma solo danno e beffa, le quali questi, camminano egregiamente di pari passo.
mercoledì 14 novembre 2018
IL COMITATO CROTONE NUOVA 106 RILANCIA
LA VARIANTE E IL PROGETTO A 4 CORSIE
Sabato 10 novembre 2018, nei locali della Confcommercio di Crotone, si è tenuto un incontro fra il Comitato Crotone Nuova, l’on.le avv.Elisabetta Barbuto, membro della IX Commissione Trasporti, lavv. Luigi Bitonti, presidente dell'associazione Paideia.
l’On.le Barbuto ha potuto verificare come l’attuale tracciato della ss.106, da Simeri Mare fino a Mirto Crosia ed oltre, sia del tutto obsoleto, inadeguato ed insufficiente a tutelare oltre la mobilità delle persone e delle merci, anche la sicurezza e l’integrità della vita delle popolazioni che vivono lungo la fascia jonica calabrese.
Le recenti forti piogge e le devastanti alluvioni degli ultimi giorni hanno messo a nudo le criticità di un’arteria che da sola dovrebbe servire oltre 800mila abitanti.
Una strada statale costruita negli anni ’30 con tecniche e conoscenze obsolete e che spesso si sviluppa su un un livello stradale al di sotto del piano campagna e che quindi alle prime piogge viene allagata dall’acqua e dai detriti che scendono dalle colline prospicienti, con gravissimo rischio per la sicurezza e la vita dei viaggiatori.
Tutto questo scenario testimonia l’urgenza e la fortissima esigenza di tutelare oltre la mobilità di persone e cose, la sicurezza e l’integrità delle popolazioni che abitano la fascia jonica calabrese.
Per cui diventa un imperativo categorico per il Governatore Oliverio, per l’assessore regionale ai trasporti, Musmanno, per l’Anas di Roma e per il Ministero delle Infrastrutture, avviare subito lo studio geomorfologico/idraulico e sismico per realizzare la variante al megalotto 6 della E90 (Crotone-Cutro-Marcedusa-Simeri) e la progettazione della superstrada a 4 corsie dei megalotti della E 90 Crotone .
Il Comitato fa appello a tutti, affinché tengano a cuore le sorti dei cittadini della fascia jonica calabrese.
Intanto l'avvocato Bitonti, stamattina é stato intervistato da una troupe di Rete4 alla quale ha rilasciato una lunga intervista sullo stato pietoso della ss.106 e sullaproposta di variante. Pare che la questione cominci ad avere eco sulle media nazionali.
lunedì 12 novembre 2018
12 NOVEMBRE, SAN RENATO, A SCANDALE FU
LA FESTA DI UN INTERO PAESE.
Il giorno di San Renato a Scandale fu la
festa di una comunità, un tempo tutti si recavano al colle di Villa Condoleo,
Casa della Carità, dimora del nostro vecchio sacerdote, don Renato Maria
Cosentini, colui il quale oggi sarebbe stato il prete simbolo dell’accoglienza
vera, quella, spontanea, incondizionata, senza nessun fine economico, solo
poggiata alla speranza della Divina Provvidenza, quella che a Don Renato per
oltre mezzo secolo, il Signore non fece mai mancare.
Don Renato
abbracciò tutti, gli ultimi della terra: orfani, bambini soli e abbandonati,
forestieri, pellegrini, anziani, poveri, bisognosi, smarriti, disabili e senza
tetto.
A San Renato un tempo, la comunità
intera si recava a Villa Condoleo, dove tutti potevano dare omaggio, un augurio
in una giornata interamente dedicata al vecchio parroco, per l’occasione, le
suore laiche della casa si prodigavano a organizzare l’evento, tante le
prelibatezze preparate in suo onore, fra canti di ragazzi e voci bianche degli
orfanelli, momenti di musiche e recite degli scolari, saluti e discorsi dei
rappresentanti delle istituzioni, testimonianze ecc. Insomma la festa del
vecchio parroco si svolgeva tra momenti di fede, profonda commozione e infinita
gioia.
mercoledì 7 novembre 2018
COMITATO CITTADINO AEROPORTO CROTONE :
AVVIATA L’UFFICIALIZZAZIONE DEL MOVIMENTO. PROMETTE BATTAGLIE ANCHE SULLA
VIABILITA' E AMBIENTE.
Questa
sera in un locale di Crotone si è tenuto un incontro dei rappresentanti
dell’esecutivo “ Comitato Cittadino Aeroporto di Crotone”, fra questi, anche il
sottoscritto.
I
relatori, Francesco Turano e Giuseppe Martino, hanno illustrato la situazione
precaria in cui versa il nostro aeroporto, non sono mancati anche gli accesi
interventi legati alla viabilità stradale, alla delicata situazione ambientale
della città pitagorica.
Il Comitato non vuole più nessuno indugio, ma desidera avviare nell’immediato
iniziative rivolte a far sentire la propria voce, dare una svolta e rompere
l’immobilismo che regna da anni a Crotone, utilizzando tutti i mezzi: media
locali e nazionali, manifestazione in piazza, nelle scuole, cortei, una serie
d’incontri all’aperto, chiamando in causa rappresentanti del territorio.
Il
Comitato nell’immediato avvia tutta la documentazione necessaria per
ufficializzare il Movimento presso la sede notarile, che possa scongiurare
definitivamente l’isolamento di Crotone e il totale abbandono dell’intera
provincia.
venerdì 2 novembre 2018
IL CINEMA A SCANDALE PICCOLA AGORA' DEL PAESE
Il vecchio cinema un tempo era il luogo dove
si vedevano film a colori con ampia schermata, quando la TV trasmise per tanto
tempo in bianco e nero, ma fu anche il centro per organizzare incontri
istituzionali e politici, soprattutto fu luogo adatto ai bambini, dove suonavano,
cantavano e recitavano commedie teatrali.
Il cinema fu centro per approfondire le tematiche
locali e conoscere nuovi progetti futuri di una piccola comunità.
Nella sala
cinematografica si trascorrevano ore insieme, spontaneamente si socializzava nei
momenti di attesa che iniziasse lo spettacolo, poi durante la seconda pausa.
Coloro i quali hanno vissuto i tempi del
cinema non possono senz’altro dimenticare i momenti legati all’infanzia con i propri
genitori o con i fratelli più grandi, con i nonni o gli zii, al cinema da bambini
non si andava da soli, ma accompagnati dal familiare, forniti sempre di caramelle
e noccioline, caldarroste e “ pastiddi ” , le bibite si acquistavano all’entrata,
appena fatto il biglietto.
Tra la fine della prima
parte e l’inizio dell’altra in sala si riaccendevano le luci e ognuno coglieva
l’occasione per incontrare gli amici o il parente, in una realtà contadina di
un tempo si apriva una sorta di mercato, al cinema si trova anche l’occasione
della giornata lavorativa: “ dumàni m’
aiuti a cugjìri l’alìvi ; a vindumàri, a siminàri” ;
Il muratore (u mastru),
durante il giorno che non trovava nessuno per fargli da manovale, non si
disperava mai : “ stasìra vaiu aru cinema e ancun u truavu !” E così appena si riaccendevano le luci individuava subito la persona : “ ma aiùti a jittàri na soletta ? “.
Il cinema spesso fu
utilizzato dalla scuola per tutte le attività ludiche, non mancavano le
richieste per la trasmissione di alcuni film. A Scandale, fu proiettato “ l’Albero di Natale”
, un film drammatico del 1969, protagonista fu Pascal ,un bambino di dieci anni, la
prima serata fu trasmessa solo agli scolari, poi la seconda sera fu proiettata
per gli adulti, i quali riempirono a zeppo la sala, furono tante le mamme e le
nonnine che parteciparono, le quali alla fine del film, uscirono commosse con
le lacrime agli occhi. Insomma il cinema
un tempo sapeva regalare forti emozioni e fu, una vera e propria piazza, l’agorà del paese, luogo di
scambio socio-culturale delle nostre piccole comunità.
N.B. La foto pubblicata ha 40 anni, e del
1978, nel cinema Brescia, dove avvenne la prima assemblea pubblica delle nostra vecchia
Cassa Rurale di Scandale.
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