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LEPANTO, IL ROSARIO E L'EUROPA: COSA SAREBBE ACCADUTO SE AVESSERO VINTO I MUSULMANI?

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martedì 9 febbraio 2021

TRENTA CIRCOLI IN CALABRIA DI PINO APRILE “ EQUITA’ TERRITORIALE” APPOGGIANO LUIGI DE MAGISTRIS.

 

Sono oltre trenta i circoli in Calabria di Pino Aprile “ Equità Territoriale”, disposti ad appoggiare il sindaco di Napoli, candidato a Governatore della Calabria, fra questi, pare che anche gli amici di Crotone si stiano organizzando per poter dare un fattivo contributo.

Luigi De Magistris è legato alla terra di Calabria in quanto sposato con una signora di Catanzaro, ma anche perché è stato Procuratore della Repubblica nel Capoluogo calabrese per quasi un decennio. Il lavoro svolto dall’ex magistrato Luigi De Magistris ha consentito all’illustre Gratteri di costruire un efficace percorso contro la ‘ndrangheta.

Io personalmente non vedo male questa candidatura in una terra, dove i partiti hanno fatto il bello e cattivo tempo, lasciando crescere il malaffare e la corruzione. De Magistris alla Regione e Gratteri alla Procura può essere l’occasione giusta per vedere una Calabria libera da tutti gli intrecci politico-mafiosi.

Le forze politiche che ruotano al sindaco di Napoli e il movimento di Tansi occuperanno una posizione strategica e trasversale che va al di là delle vecchie logiche partitiche. Potrebbe essere veramente il volano di una svolta nuova politica in grado di scardinare un sistema fortemente viziato, che soffoca l’economia della regione e compromette seriamente il futuro dei nostri figli.

 


domenica 7 febbraio 2021

FINO A QUANDO BASTERA' LA RACCOLTA DIFFERENZIATA?

 

Il riciclaggio di rifiuti è stata una lungimirante idea, ma nello stesso tempo se non si trovano delle serie convenzioni mondiali si può correre seri rischi. Riciclare può essere non più sufficiente: serve, quindi, una nuova strategia, ancora migliore verso una prospettiva sempre più sostenibile, dove gli scarti sono ridotti al minimo. Ecco perché è necessario a Crotone avviare il prima possibile il servizio della Raccolta Differenziata, ma nel contempo bisogna essere attenti a mettere in campo alternative efficaci ( Io ne ho parlato precedentemente in seguito approfondirò).                               

 Uno dei motivi principali è che fino a pochi anni fa, era la Cina ad accogliere la plastica del mondo.  Per decenni gli scarti dell’Occidente sono stati totalmente smaltiti, costruendo attorno a essi un’economia diffusa particolarmente nei piccoli e precari laboratori artigianali.  Da un paio d’anni le cose sono totalmente cambiate specie quando è stata annunciata la decisione improvvisa che ha lasciato spiazzati molti: Pechino ha varato la politica National Sword mettendo al bando l’importazione di 24 tipi di materiali solidi.  I vari governi per ragioni ambientali, si sono trovati a farsi carico, dall’oggi al domani, della gestione di miliardi di tonnellate di materiali che fino a poco prima erano semplicemente spediti via nave in Oriente.  A seguito di ciò, l’Europa sta accumulando grosse quantità d’imballaggi usati, che la Cina non vuole più ricevere: plastica, carta, metalli raccolti adeguatamente da milioni di europei. 

Il mercato europeo dei prodotti rigenerati è troppo piccolo rispetto all’offerta smisurata di materiali da riciclare. Così in tutta Europa e anche in Italia il riciclo di materiale rallenta e i depositi s’intasano di materiali. Pertanto di fronte a questa situazione i paesi occidentali puntano non più sul riciclo bensì sull’usa e getta delle plastiche. Quindi, se non saranno avviate iniziative per lo smaltimento dei rifiuti, anche i comuni virtuosi potranno trovarsi in serie difficoltà.

 

venerdì 5 febbraio 2021

 

Oggi lo scrivente ha partecipato in sostituzione di due colleghi consiglieri a due commissioni consiliari, nella V, presieduta da Salvo Riga e nella II, presieduta da Domenico Ceraudo; entrambe sono risultate interessanti. Nella V si è discusso dell’istituzione di un Tavolo per il Trasporto cittadino e la viabilità: l’argomento è stato oggetto di discussioni in diverse sedute sulla base del fatto che nel territorio crotonese si è totalmente isolati sotto tutti i punti di vista, soprattutto per quanto riguarda le strade a lunga percorrenza. Ognuno ha espresso la propria opinione, fra questi, anche il sottoscritto ha dato il modesto contributo, visto che più volte si è  espresso pubblicamente. Ha sottolineato che tutti, maggioranze e minoranza, dovranno essere compatti, affinchè il territorio possa uscire da questa incresciosa situazione che mette sempre ai margini e isola dal resto del mondo, dovuto alle oramai inadeguate infrastrutture. Alla fine è stato deliberato di dar vita a un tavolo di concertazione che si riunirà una volta al mese, dove prenderanno parte tecnici e amministratori provinciali e regionali.

Altrettanto interessante è stato l’incontro nella II commissione, nel corso del quale hanno partecipato il Commissario della C.C.I.A.A., Alfio Pugliese ed altri funzionari del suddetto ente, il punto all’ODG “ argomentazione per risoluzione e problemi riguardante il commercio”. I presenti hanno evidenziato le difficoltà nel mondo del commercio e della ristorazione, una situazione che già esisteva prima dell’emergenza sanitaria ma che oggi si è totalmente accentuata. Si è parlato anche dei progetti da più di un milione di euro, per il rilancio del porto di Crotone, finalizzato a rendere la strutta crotonese all’avanguardia rispetto ai dispositivi di rilevazione dei parametri ambientali e meteorologici dell’area di mare antistante la città. Gli esponenti della C.C.I.A.A. di Crotone hanno a cuore il progetto del “Centro Commerciale all’aperto“ nel cuore della città,  proprio come in un consueto centro commerciale, i cui attori economici sono i commercianti, i negozi tradizionali e chiunque possegga un’attività che alimenti l’economia crotonese e anche il settore del terziario, servizi della persona ed artigianato. Ovviamente il progetto può essere abbinato anche a quello relativo all’antica Kroton, così come ha proposto da Fabrizio Meo, in modo da inserire anche la nostra storia e cultura. Da parte del sottoscritto, anche in questo progetto ha espresso il massimo appoggio, così come tutti i convenuti.

giovedì 4 febbraio 2021

LE DISCARICHE SONO IL MALE ASSOLUTO, OCCORRONO ALTERNATIVE.

La popolazione è arrivata a livelli alti di sfruttamento del nostro pianeta, la terra che ci ospita ha raggiunto l’estremità dei limiti sull’utilizzo delle risorse vitali, come l’acqua e il cibo, poi segue subito lo smaltimento dei rifiuti che sono costantemente prodotti in massicce quantità. L’aumento di produzione di spazzatura cresce a dismisura, proporzionalmente con la crescita della popolazione urbana. Bisogna fare i conti con le tante discariche a cielo aperte e altre sommerse nella vegetazione, come dune sparse sul territorio, anche s’è pur vero, che oggi gradualmente sono sostituite dalle discariche controllate (che poi “controllate” hanno ben poco), soprattutto se sono gestite da imprenditori senza scrupoli.

Tra i paesi maggiormente industrializzati, l’Italia è quello che maggiormente ricorre all’uso delle discariche, data la quota, ancora molto bassa di rifiuti raccolti in modo differenziato. Fra le regioni del nostro paese, la Calabria non è di meno, e Crotone forse ne ha un triste primato.  Lo smaltimento incontrollato dei rifiuti sul suolo determina una serie d’impatti negativi sulle componenti ambientali e sulla salute pubblica, si aggiunge, inoltre, l’inquinamento estetico- paesaggistico, che è di più immediata percezione e imbruttiscono il territorio.

Sebbene sia tipica di ogni tipologia di rifiuto, si manifesta nei suoi aspetti più vistosi per depositi incontrollati di RSU. Chiaramente, un impatto estetico-paesaggistico negativo i rifiuti depositati rappresentano un rischio immediato o potenziale di sviluppo degli altri fenomeni di inquinamento, i rifiuti s’infiltrano nel sottosuolo, direttamente (nel caso di rifiuti liquidi concentrati sversati accidentalmente o dolosamente sul terreno) o tramite dilavamento da parte delle acque di pioggia. Ecco perché nel nostro territorio è inconcepibile pensare a discariche! Non dimentichiamoci che non si possono sottovalutare i fenomeni di inquinamento delle falde acquifere causati dal percolato di invasi non controllati di rifiuti solidi, e da sversamenti abusivi sul terreno.

La pericolosità di questi abusi ambientali è connessa all’alta concentrazione di composti inquinanti, anche fortemente tossici, tanto da poter contaminare vaste estensioni dell’acquifero rendendolo inutilizzabile per l’uso potabile. È questo un altro tipico fenomeno che caratterizza lo smaltimento incontrollato dei rifiuti sul terreno. Sono molteplici anche le cause di inquinamento dell’aria da composti maleodoranti o tossici.

A Crotone, dove io ho la carica di consigliere comunale, ho lanciato in stampa proposte alternative al sotterramento dei rifiuti, spero in seguito, nelle sedi opportune, che preverranno mediante un sereno e costruttivo dibattito.

 

domenica 31 gennaio 2021

LA DEFINISCONO LA PICCOLA MIAMI, MA È SEMPLICEMENTE CROTONE.

Abbiamo un bene sotto i nostri occhi e non riusciamo ad apprezzarlo, anzi, lo denigriamo a tutti i costi e tendiamo a distruggere anche quanto di buono e positivo si riscontra. Penso che la città, per avere un cambiamento, debba cambiare in primis noi cittadini, affinchè ci renda consapevoli dei problemi che esistono e continuano a persistere.

Mi confronto spesso con i miei colleghi provenienti da altre regioni d’Italia, fra cui, dirigenti del nostro istituto bancario, che appena atterrano a Crotone si trovano a due passi al centro, che dicono: “bello, ma poco curato”. Poi si trovano d’estate nel lungomare con tanti punti di ristoro e luoghi per meditare come lunga passerella nel mare, le palme che richiamano un po’ i paesaggi tipici americani, ovviamente in piccolo, ma siamo comunque in Italia.

Il movimento e la movida diventa il cuore pulsante della città; nello stesso tempo non mancano lungo i lidi, i tratti di luoghi tranquilli, su cui s’incontrano famiglie e amici, fidanzatini per mano che passeggiano. “E’ una piccola Miami”, dicono i miei colleghi che visitano per la prima volta città, se aggiungi, che nel breve raggio c’è: porto, aeroporto, stazione ferroviaria, insomma tutto a portata di mano. Peccato, però che tutte le strutture sono poche funzionanti. Invito a tutti alla riflessione e a intervenire propositivamente, sperando che la politica possa dare il meglio di se, altrimenti perseverare sulla scia dell’immobilismo si rischia di perdere anche quel poco di buono rimasto.

sabato 23 gennaio 2021

VIABILITA’ CROTONESE, DIVISI COME GUELFI E GHIBELLINI, SENZA UNA VISIONE UNICA IL TERRITORIO MUORE.


A Crotone, in ogni dibattito, si rischia una contrapposizione che può sfociare in serie rivalità da richiamare quelle tra "Guelfi e Ghibellini". Prevalgono sempre due o più fazioni, ma la divisione è anche fra le stesse fazioni, che non sono soltanto sulla base del bene comune, ma spesso basati su sterili e pretestuosi motivi ideologici che influenzano seriamente le sorti della città. Il territorio Jonico, ancora di più quello crotonese, è stato messo ai margini e isolato dal resto del mondo, dovuto alle inadeguate infrastrutture, una strada statale 106 pericolosa, una ferrovia utilizzata solo per le littorine di un tempo, un aeroporto a continuo rischio chiusura, un porto inutilizzabile. Le gravi politiche locali degli ultimi decenni hanno condannato la città a un totale isolamento e arretratezza, causa anche dei tanti mali che l’affliggono dal punto di vista socio-culturale. Nonostante tutto siamo sempre divisi, distanti e *si è impossibilitati* di portare avanti un progetto. Sulla viabilità oggi, a Crotone, nasce un'altra insinuazione, che serpeggia su tutti i tavoli di conferenze: da che parte andare? Verso Corigliano – Rossano o verso Catanzaro? Una questione che sta diventando ridicola e preoccupante, che schiaccerà ogni speranza per lo sviluppo, ancor di più oggi che è stato approvato il programma straordinario Next Generation EU(Ngeu), noto come Recovery Fund; il fondo speciale, volto a finanziare la ripresa economica nei prossimi anni con l’emissione di titoli europei, servirà a sostenere progetti e riforme strutturali stabilite da piani di riforme e investimenti. Peccato, però, che dalla fascia jonica non sono stati presentati neanche i progetti, rischiando di perdere veramente l’ultima possibilità di sviluppo. Potremmo ancora affrettarci, visto che c’è qualche mese per presentare il nostro Recovey Plan alla Commissione Europea che potrà essere discusso entro il mese di Giugno2021: ma saremo in grado? O continueremo a dividerci ? Potremmo sostenere la realizzazione del megalotto 9, che parte dell’Aeroporto Sant'Anna fino a Mandatoriccio, così accontenterebbe i signori che guardano a nord da Crotone, ma gli stessi, in questi giorni fanno “ ferro e fuoco “ contro chi vuole anche la realizzazione della variante del megalotto 6 che parte da Simeri Crichi alla località Passovechio. Purtroppo i pregiudizi sono tanti, e non dovrebbero esistere, poiché le due opere non si contrastano; la prima potrebbe essere finanziata con i recovery fund, la seconda, invece, che raggiunge il percorso da sola, sarà finanziata con la programmazione fondi CEE 2021-2027 che la Giunta regionale in questi giorni ha concesso il parere di compatibilità finanziaria sulla proposta di Delibera per la progettazione della variante. Certo, quest’ultima può essere condivisa o meno, ma di sicuro l’infrastruttura è totalmente conciliabile e condivisibile con il megalotto Sant’Anna – Mandatoriccio.
Crotone e il suo territorio possono ammodernarsi solo se si aprirà a Nord e a Sud, altrimenti faremo la fine di questi ultimi anni, messi in un angolino sotto l’egemonia di Catanzaro da una parte e quella di Cosenza dall’altra.  Ora ci vuole solo *unità* , ogni politico locale, provinciale regionale e del Parlamento *dovrà* avere una visione seria e
unitaria per lo sviluppo di una area Vasta del versante Jonico. Ora o mai più.
 

giovedì 21 gennaio 2021

Antica Kroton un'opera che non dovrà dividerci.

 

In questi ultimi giorni si parla tanto del progetto “Antica Kroton”: amministratori, cittadini e professionisti pongono le giuste osservazioni per come utilizzare al meglio i fondi per la realizzazione di questa grande opera, facendo suscitare ovviamente tante considerazioni. In parte sono costruttive opposizioni, basate sulla metodologia tra le esigenze storiche e quelle di natura tecnico-scientifiche, che generano interventi concettualmente giusti,  ma materialmente inadattabili e quasi impossibili per i tanti motivi che si conoscono. 

Bisogna prima di tutto ricordare che è trascorso un lunghissimo tempo (stiamo parlando di un progetto finanziato nel 2011) che doveva terminarsi nel 2023, e fino a oggi non è stato fatto nulla. Non si capisce l’inerzia, tuttora non sono emerse valide motivazioni e/o responsabilità per cui un cospicuo finanziamento è fermo da tempo; fra l’altro, il contributo iniziale ammontava a ben cento milioni di euro, poi a seguire è stato ridotto a sessanta milioni, un investimento che la città avrebbe dovuto tenersi stretto, una pioggia di danari caduti come manna dal cielo, ed invece ! Passa oltre un decennio e dell’antica Kroton non è stata riportata alla luce neanche una pietra. 

Una cospicua somma del finanziamento sarebbe dovuta servire per la bonifica dei rifiuti giacenti in quel terreno, ma come si sa parte dei fondi sono stati decurtati, pertanto, è impossibile procedere con la bonifica di quel sito dove giacciono scorie industriali. Senza lo smaltimento dei rifiuti quell’area non può essere toccata e, proprio per questo, è bene porsi una domanda: come è possibile effettuare scavi sulla vecchia zona industriale a rischio di ulteriori contaminazioni ? Un’ area oggetto di serie polemiche, la politica a nome della bonifica da decenni ha cavalcato campagne elettorali a scopi clientelari. Che si dica la verità ! Quel sito è totalmente incompatibile con una campagna scavi, per di più, è situato proprio a ridosso della strada statale 106. 

L’amministrazione attuale non può fare nessuna scelta, se non quella di evitare la perdita del finanziamento e spendere nel migliori dei modi i soldi per fare emergere parte dello splendore di un tempo della città pitagorica, è necessario quindi adeguarsi alle rigide direttive del Ministero e della regione, le quali indirizzano per una rimodulazione del progetto.  Tutti vorrebbero alla luce l’antica Kroton, ma bisogna fare i conti con la realtà e con i tempi che, ahimè, oggi sono così ridotti. Una seria campagna scavi comporta il tempo minimo di un lustro e nel caso dei lavori nelle piazze sono state rilevate anomalie riferibili a possibili strutture antiche dai 2,10 ai 4 metri. Un intervento in profondità richiede nuovi progetti che necessitano il vaglio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il parere favorevole del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

 Si farà ancora in tempo ? In dieci anni è stata attivata una sola misura del bando, quella concernente la scuola di San Francesco, che sarebbe destinata a polo museale e sede della Soprintendenza. Da tutti i fronti arriva la tesi per la rimodulazione tecnica ed evitare lunga campagna scavi lo stesso Ministero ha previsto di spostare gli interventi su Capo Colonna e il castello. E’ necessario creare unità, continuare a dividerci potrebbe portare incresciose conseguenze, financo la perdita totale del finanziamento. Dovrà prevalere un forte senso di responsabilità, Crotone vive da anni una situazione drammatica, reduce di un anno di commissariamento e il 2020 ha  segnato profondamente le attività commerciali ed imprenditoriali. Questo non è il tempo per dividerci, come comunità, bisogna  affrontare insieme i disagi e le difficoltà che i tempi ci impongono. Lo spirito che anima l’Amministrazione comunale continua senz’altro a  essere fiduciosi e dovrà guardare avanti, nella speranza che, presto, Crotone possa ritornare una città sorridente.