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LEPANTO, IL ROSARIO E L'EUROPA: COSA SAREBBE ACCADUTO SE AVESSERO VINTO I MUSULMANI?
Oggi, 7 ottobre, è una data importante soprattutto per i cattolici: si celebra la Madonna del Rosario, una ricorrenza profondamente legata...
martedì 9 febbraio 2021
TRENTA CIRCOLI IN CALABRIA DI PINO APRILE “ EQUITA’ TERRITORIALE” APPOGGIANO LUIGI DE MAGISTRIS.
domenica 7 febbraio 2021
FINO A QUANDO BASTERA' LA RACCOLTA DIFFERENZIATA?
Il riciclaggio di rifiuti è stata una lungimirante idea, ma nello stesso tempo se non si trovano delle serie convenzioni mondiali si può correre seri rischi. Riciclare può essere non più sufficiente: serve, quindi, una nuova strategia, ancora migliore verso una prospettiva sempre più sostenibile, dove gli scarti sono ridotti al minimo. Ecco perché è necessario a Crotone avviare il prima possibile il servizio della Raccolta Differenziata, ma nel contempo bisogna essere attenti a mettere in campo alternative efficaci ( Io ne ho parlato precedentemente in seguito approfondirò).
Uno dei motivi principali è che fino a pochi anni fa, era la Cina ad accogliere la plastica del mondo. Per decenni gli scarti dell’Occidente sono stati totalmente smaltiti, costruendo attorno a essi un’economia diffusa particolarmente nei piccoli e precari laboratori artigianali. Da un paio d’anni le cose sono totalmente cambiate specie quando è stata annunciata la decisione improvvisa che ha lasciato spiazzati molti: Pechino ha varato la politica National Sword mettendo al bando l’importazione di 24 tipi di materiali solidi. I vari governi per ragioni ambientali, si sono trovati a farsi carico, dall’oggi al domani, della gestione di miliardi di tonnellate di materiali che fino a poco prima erano semplicemente spediti via nave in Oriente. A seguito di ciò, l’Europa sta accumulando grosse quantità d’imballaggi usati, che la Cina non vuole più ricevere: plastica, carta, metalli raccolti adeguatamente da milioni di europei.
Il mercato europeo dei prodotti rigenerati è troppo piccolo rispetto all’offerta smisurata di materiali da riciclare. Così in tutta Europa e anche in Italia il riciclo di materiale rallenta e i depositi s’intasano di materiali. Pertanto di fronte a questa situazione i paesi occidentali puntano non più sul riciclo bensì sull’usa e getta delle plastiche. Quindi, se non saranno avviate iniziative per lo smaltimento dei rifiuti, anche i comuni virtuosi potranno trovarsi in serie difficoltà.
venerdì 5 febbraio 2021
Altrettanto
interessante è stato l’incontro nella II commissione, nel corso del quale hanno
partecipato il Commissario della C.C.I.A.A., Alfio Pugliese ed altri funzionari
del suddetto ente, il punto all’ODG “ argomentazione per risoluzione e problemi
riguardante il commercio”. I presenti hanno evidenziato le difficoltà nel mondo del commercio e della ristorazione, una situazione che
già esisteva prima dell’emergenza sanitaria ma che oggi si è totalmente accentuata.
Si è parlato anche dei progetti da più di un milione di euro, per il
rilancio del porto di Crotone, finalizzato a rendere la strutta crotonese all’avanguardia
rispetto ai dispositivi di rilevazione dei parametri ambientali e meteorologici
dell’area di mare antistante la città. Gli esponenti della C.C.I.A.A. di
Crotone hanno a cuore il progetto del “Centro Commerciale all’aperto“ nel cuore della città,
proprio come in un consueto centro
commerciale, i cui attori economici sono i commercianti, i negozi tradizionali
e chiunque possegga un’attività che alimenti l’economia crotonese e anche il
settore del terziario, servizi della persona ed artigianato. Ovviamente il
progetto può essere abbinato anche a quello relativo all’antica Kroton, così
come ha proposto da Fabrizio Meo, in modo da inserire anche la nostra storia e
cultura. Da parte del sottoscritto, anche in questo progetto ha espresso il
massimo appoggio, così come tutti i convenuti.
giovedì 4 febbraio 2021
LE DISCARICHE SONO IL MALE ASSOLUTO, OCCORRONO ALTERNATIVE.
Tra i paesi maggiormente industrializzati, l’Italia è quello che
maggiormente ricorre all’uso delle discariche, data la quota, ancora molto
bassa di rifiuti raccolti in modo differenziato. Fra le regioni del nostro
paese, la Calabria non è di meno, e Crotone forse ne ha un triste primato. Lo
smaltimento incontrollato dei rifiuti sul suolo determina una serie d’impatti
negativi sulle componenti ambientali e sulla salute pubblica, si aggiunge, inoltre,
l’inquinamento estetico- paesaggistico, che è di più immediata percezione e imbruttiscono
il territorio.
Sebbene sia tipica di ogni tipologia di rifiuto, si manifesta nei suoi
aspetti più vistosi per depositi incontrollati di RSU. Chiaramente, un impatto
estetico-paesaggistico negativo i rifiuti depositati rappresentano un rischio
immediato o potenziale di sviluppo degli altri fenomeni di inquinamento, i
rifiuti s’infiltrano nel sottosuolo, direttamente (nel caso di rifiuti liquidi
concentrati sversati accidentalmente o dolosamente sul terreno) o tramite
dilavamento da parte delle acque di pioggia. Ecco perché nel nostro territorio
è inconcepibile pensare a discariche! Non dimentichiamoci che non si possono
sottovalutare i fenomeni di inquinamento delle falde acquifere causati dal
percolato di invasi non controllati di rifiuti solidi, e da sversamenti abusivi
sul terreno.
La pericolosità di questi abusi ambientali è connessa all’alta
concentrazione di composti inquinanti, anche fortemente tossici, tanto da poter
contaminare vaste estensioni dell’acquifero rendendolo inutilizzabile per l’uso
potabile. È questo un altro tipico fenomeno che caratterizza lo smaltimento
incontrollato dei rifiuti sul terreno. Sono molteplici anche le cause di
inquinamento dell’aria da composti maleodoranti o tossici.
A Crotone, dove io ho la carica di consigliere comunale, ho lanciato in
stampa proposte alternative al sotterramento dei rifiuti, spero in seguito,
nelle sedi opportune, che preverranno mediante un sereno e costruttivo
dibattito.
domenica 31 gennaio 2021
LA DEFINISCONO LA PICCOLA MIAMI, MA È SEMPLICEMENTE CROTONE.
Abbiamo un bene sotto i nostri occhi e non riusciamo ad apprezzarlo, anzi, lo denigriamo a tutti i costi e tendiamo a distruggere anche quanto di buono e positivo si riscontra. Penso che la città, per avere un cambiamento, debba cambiare in primis noi cittadini, affinchè ci renda consapevoli dei problemi che esistono e continuano a persistere.
sabato 23 gennaio 2021
VIABILITA’ CROTONESE, DIVISI COME GUELFI E GHIBELLINI, SENZA UNA VISIONE UNICA IL TERRITORIO MUORE.
giovedì 21 gennaio 2021
Antica Kroton un'opera che non dovrà dividerci.
Bisogna prima di tutto ricordare che è trascorso un lunghissimo tempo (stiamo parlando di un progetto finanziato nel 2011) che doveva terminarsi nel 2023, e fino a oggi non è stato fatto nulla. Non si capisce l’inerzia, tuttora non sono emerse valide motivazioni e/o responsabilità per cui un cospicuo finanziamento è fermo da tempo; fra l’altro, il contributo iniziale ammontava a ben cento milioni di euro, poi a seguire è stato ridotto a sessanta milioni, un investimento che la città avrebbe dovuto tenersi stretto, una pioggia di danari caduti come manna dal cielo, ed invece ! Passa oltre un decennio e dell’antica Kroton non è stata riportata alla luce neanche una pietra.
Una cospicua somma del finanziamento sarebbe dovuta servire per la bonifica dei rifiuti giacenti in quel terreno, ma come si sa parte dei fondi sono stati decurtati, pertanto, è impossibile procedere con la bonifica di quel sito dove giacciono scorie industriali. Senza lo smaltimento dei rifiuti quell’area non può essere toccata e, proprio per questo, è bene porsi una domanda: come è possibile effettuare scavi sulla vecchia zona industriale a rischio di ulteriori contaminazioni ? Un’ area oggetto di serie polemiche, la politica a nome della bonifica da decenni ha cavalcato campagne elettorali a scopi clientelari. Che si dica la verità ! Quel sito è totalmente incompatibile con una campagna scavi, per di più, è situato proprio a ridosso della strada statale 106.
L’amministrazione attuale non può fare nessuna scelta, se non quella di evitare la perdita del finanziamento e spendere nel migliori dei modi i soldi per fare emergere parte dello splendore di un tempo della città pitagorica, è necessario quindi adeguarsi alle rigide direttive del Ministero e della regione, le quali indirizzano per una rimodulazione del progetto. Tutti vorrebbero alla luce l’antica Kroton, ma bisogna fare i conti con la realtà e con i tempi che, ahimè, oggi sono così ridotti. Una seria campagna scavi comporta il tempo minimo di un lustro e nel caso dei lavori nelle piazze sono state rilevate anomalie riferibili a possibili strutture antiche dai 2,10 ai 4 metri. Un intervento in profondità richiede nuovi progetti che necessitano il vaglio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il parere favorevole del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.
Si farà ancora in tempo ? In dieci anni è stata attivata una sola misura del bando, quella concernente la scuola di San Francesco, che sarebbe destinata a polo museale e sede della Soprintendenza. Da tutti i fronti arriva la tesi per la rimodulazione tecnica ed evitare lunga campagna scavi lo stesso Ministero ha previsto di spostare gli interventi su Capo Colonna e il castello. E’ necessario creare unità, continuare a dividerci potrebbe portare incresciose conseguenze, financo la perdita totale del finanziamento. Dovrà prevalere un forte senso di responsabilità, Crotone vive da anni una situazione drammatica, reduce di un anno di commissariamento e il 2020 ha segnato profondamente le attività commerciali ed imprenditoriali. Questo non è il tempo per dividerci, come comunità, bisogna affrontare insieme i disagi e le difficoltà che i tempi ci impongono. Lo spirito che anima l’Amministrazione comunale continua senz’altro a essere fiduciosi e dovrà guardare avanti, nella speranza che, presto, Crotone possa ritornare una città sorridente.






