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venerdì 19 settembre 2025

A GAZA OGGI SI CONTANO OLTRE 50.000 BAMBINI UCCISI, MA AL MONDO ANCORA NON BASTANO

 


Ma il mondo può davvero restare a guardare mentre un popolo viene massacrato?Può tollerare che uno Stato, come Israele, porti avanti una distruzione sistematica, nell’indifferenza generale?

Sì, ci sono appelli, dichiarazioni, ammonimenti. Ma non bastano. Servono solo a lavarsi la coscienza. Molti parlano di “mantenere l’equilibrio”, come se il timore di un conflitto globale giustificasse l’inazione. Ma davvero si crede che, restando in silenzio, si eviterà lo scontro? Che l’orrore consumato a Gaza, su civili, su bambini, non sarà la miccia di qualcosa di ancora più grande? Quello che sta accadendo è disumano.

Una brutale violenza, dove chi cerca un rifugio o un pezzo di pane diventa un bersaglio. Una guerra che ha perso ogni traccia di umanità. Una deriva che ha il volto di Netanyahu, ma che rischia di marchiare un intero popolo.

Perché, così facendo, non solo si sta massacrando la Palestina. Si sta preparando il terreno a un conflitto globale. Si sta seminando odio contro Israele stesso, rischiando che il mondo confonda un governo con un popolo.

Dopo l’Olocausto, Israele ha avuto la compassione del mondo. Ma oggi? Oggi rischia di raccogliere rabbia e ripudio. Il mondo ha una sola responsabilità, ora: fermare questa follia. Frenare questo Stato. Prima che sia troppo tardi. Per tutti.


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